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L’inchiesta con testimonianze esclusive del programma, l’ex 007 israeliano Menashe: “Iran? Netanyahu ha un controllo sul presidente

L’ultima puntata di Report rilancia una lettura esplosiva del caso Epstein: gli “Epstein Files” non sarebbero solo materiale giudiziario o investigativo sugli abusi sessuali e sulla rete di potenti clienti del magnate, ma una possibile arma di pressione geopolitica capace di influenzare Donald Trump. Al centro del servizio, le dichiarazioni dell’ex agente dell’intelligence israeliana Ari Ben-Menashe, che descrive il caso con toni estremi: “Il caso Epstein è una trappola sessuale su scala globale”. Ben-Menashe afferma inoltre: “Epstein era un agente israeliano aveva enormi risorse e denaro ed era abile a irretire le persone nella sua trappola. L’obiettivo finale degli israeliani era spiare tutti e ricattare tutti”. Nel corso dell’inchiesta, l’ex 007 collega direttamente questi presunti archivi di informazioni a dinamiche di potere internazionale e alle decisioni strategiche degli Stati Uniti: “Gli Epstein Files sono collegati all’attacco degli Stati Uniti all’Iran. Ne sono certo, Trump stava cercando di fare pace con gli iraniani e vuole ancora fare pace con loro. E sa che quello che ha fatto è stato un grande errore. Sembra che Netanyahu abbia una sorta di controllo su Trump e ricordiamoci che Netanyahu nell’ultimo anno è andato a Washington a parlare con Trump faccia a faccia almeno cinque volte. Di cosa parlavano?”. 


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Ari Ben-Menashe


Secondo questa ricostruzione, gli “Epstein Files” avrebbero quindi un valore di deterrenza e pressione politica: “Gli israeliani hanno il controllo su molti politici americani, hanno informazioni su tutti loro soprattutto grazie ad Epstein”.  
Ben-Menashe spinge ulteriormente l’interpretazione, definendo questi materiali “una bomba atomica in mano israeliana”, aggiungendo: “una deterrenza incedibile per ricattare il potere americano. In particolar modo l’attuale presidente degli Stati Uniti e la moglie Melania: hanno delle foto di lei con Epstein, non è Trump il punto. E’ Melania”. 
La First Lady ha però smentito categoricamente qualsiasi collegamento di questo tipo. 
Nel servizio, Report presenta queste affermazioni come dichiarazioni dell’ex intelligence israeliana all’interno di un quadro investigativo controverso e altamente dibattuto, che tocca uno dei casi più oscuri e discussi degli ultimi decenni. Nel corso della stessa puntata, Report ha poi ricostruito anche un secondo filone legato all’orbita di Jeffrey Epstein, tra agenzie di modelle, testimonianze e presunti intrecci internazionali. Il servizio cita Paolo Zampolli, oggi inviato speciale del presidente Trump, che negli anni ’90 avrebbe costruito a New York un’agenzia di modelle nella quale, secondo la ricostruzione del programma, lavorò anche Melania prima di incontrare Donald Trump in un evento nella Grande Mela.


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Paolo Zampolli e Benjamin Netanyahu


Report ha inoltre intervistato Amanda Ungaro, ex modella brasiliana oggi residente fuori dal Paese dopo una deportazione legata a un arresto per frode. Ungaro racconta di aver iniziato a fare la modella a soli 13 anni e di essere stata successivamente ingaggiata da Jean-Luc Brunel, l’agente francese morto in carcere nel 2022 mentre era in attesa di processo per accuse di abusi sessuali su minori, e indicato da diverse inchieste come vicino a Epstein. Nel servizio, Ungaro afferma che Brunel “riforniva Epstein di giovanissime ragazze”, e sostiene di essere salita da minorenne sul velivolo noto come “Lolita Express”, descrivendo la presenza di altre ragazze a bordo e riferendo episodi che nel racconto sarebbero avvenuti durante quei viaggi. La puntata riporta anche la sua testimonianza personale sui rapporti con Paolo Zampolli, con cui avrebbe avuto una relazione durata anni, e su presunti abusi fisici e psicologici che lei attribuisce a quel periodo, accuse che lo stesso Zampolli respinge. Nel servizio si fa riferimento anche a documenti e materiali ottenuti dal Dipartimento di Giustizia americano e al fatto che Melania Trump abbia sempre negato pubblicamente qualsiasi legame con Epstein. 

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