Il Pontefice in Camerun a 120mila fedeli: guai a chi manipola il nome di Dio per interessi militari
Nuovo grido di denuncia del Papa contro la guerra e i mercanti di morte. “Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell'oscurità e nella sporcizia”, ha detto Leone XIV nel suo discorso nella Cattedrale di San Giuseppe nella città di Bamenda, nel nord-ovest del Camerun, la sua ultima tappa di un tour africano storico in quattro nazioni, l'epicentro di un'insurrezione separatista che dura da quasi un decennio e che insanguina la regione. “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali", ha detto il pontefice. Continua quindi la guerra verbale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che si è scontrato con il papa americano, contestando le critiche di Leone alla guerra in Medio Oriente. All'uscita dalla cattedrale, Leone ha liberato delle colombe bianche, simbolo di pace.
Trump ha sferrato ieri un nuovo attacco nei commenti ai giornalisti, affermando che il Papa può dire ciò che vuole sulle questioni internazionali, ma deve comprendere le realtà di un mondo crudele. “L'Iran ha ucciso più di 42mila persone negli ultimi mesi - ha detto - Erano manifestanti completamente disarmati. Il Papa deve capirlo. Questo è il mondo reale, è un mondo crudele". Poi il presidente degli Stati Uniti ha rivendicato il suo diritto “di non essere d'accordo con il Papa”. “Non ho nulla da obiettare al fatto che il Papa possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo" ha detto, aggiungendo che non c'è alcuna necessità di un incontro con Leone XIV per appianare le divergenze. Il filo del suo discorso rimane coerente con quello pronunciato l’11 aprile scorso in Vaticano nel quale ha esortato questa sera i cristiani a resistere a quello che ha definito il “ciclo demoniaco del male” in cui lo sfruttamento delle risorse finanzia l’acquisto di armi, perpetuando così la violenza. “Basta un solo momento per distruggere, ma ci vuole più di una vita per ricostruire”, ha affermato, sottolineando il costo umano dei conflitti.
Foto © Imagoeconomica
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