Le anticipazioni del conduttore e gionalista a 'Di Martedì'
Nel corso della trasmissione DiMartedì su La7, il giornalista e conduttore di ReportSigfrido Ranucci ha annunciato un’inchiesta che verrà mandata in onda la prossima Domenica su Rai 3, destinata a lasciare il segno: “Oltretutto ti annuncio anche una piccola anticipazione, noi domenica prossima avremo un'inchiesta esplosiva su Trump, ma esplosiva a livello internazionale, perché porteremo delle testimonianze inedite sul caso Epstein. E quindi credo che l'inchiesta di Report di domenica sarà impossibile che non lascerà delle tracce, ecco, delle ricadute”. Ha precisato che tra le testimonianze figura quella inedita dell’ex compagna di Zampolli, la dottoressa Ungaro: “Abbiamo una testimonianza inedita della moglie dell'ex compagna di Zampolli, dell'inviato di Trump, la dottoressa, la signora Ungaro, e rivelerà delle cose molto imbarazzanti”. Ranucci ha descritto i contenuti come “cose molto, molto, molto delicate”, riguardanti “non solo confessioni su Trump, ma sul rapporto con Epstein, con il rapporto tra Epstein e Melania Trump”.
Il rapporto Meloni-Trump e l’attacco del presidente Usa
Ranucci ha dichiarato che non è facile per Meloni staccarsi da Trump. Ha spiegato: “Noi abbiamo raccontato varie fasi di questa luna di miele, se possiamo definirla così. La Meloni era stata scelta da ragazza, da prima che diventasse presidente del Consiglio, come personaggio politico da coltivare. Abbiamo raccontato attraverso le parole di Steve Bannon nell'inchiesta di Giorgio Motola, qual era l'attenzione nei confronti di Giorgia Meloni. Tutti i rapporti li abbiamo visti in questi, in questi anni. Però è anche abbastanza chiaro che, pur non rinnegando l'alleanza con gli Stati Uniti d'America, il comportamento del presidente Trump è stato qualcosa di imbarazzante negli ultimi anni”. Secondo Ranucci, Meloni avrebbe dovuto prendere le distanze prima: “Io credo che avrebbe dovuto farlo prima, quando ha appoggiato in maniera indiscriminata il genocidio in Palestina”. Ha aggiunto però di voler esprimere solidarietà alla premier: “È inaccettabile che un capo di stato straniero attacchi in questa maniera un capo di stato italiano. E ha fatto bene Meloni a difendere il Papa, a prendere le distanze”. Ranucci ha poi sottolineato il problema principale: “E ovvio che noi ci troviamo di fronte a una persona che in questo momento non è lucida e il problema grande è che è il presidente dello stato forse più importante al mondo, questo è il tema che deve far riflettere tutti”.
Le infiltrazioni mafiose in Fratelli d’Italia e il caso Gioacchino Amico
Ranucci ha affrontato la polemica sul selfie tra Giorgia Meloni e Gioacchino Amico, pentito di mafia già condannato definitivamente per truffa e ricettazione. Ha detto: “Intanto può capitare a chiunque di fare un selfie con una persona poco raccomandabile, chissà quante volte è successo anche a me. Il tema qual è? Che non si può liquidare Giochino Amico come se fosse un fan alla ricerca di una foto ricordo”. Ha spiegato che Report ha dimostrato come Amico si fosse infiltrato in Fratelli d’Italia: Ha “fatto la campagna elettorale per Fidanza, non solo, è stato infilato nella lista dei candidati anche una signora che è una commercialista con nessuna esperienza politica, che era sostanzialmente la ragioniera del braccio finanziario di questo consorzio”. Ranucci ha aggiunto che Amico aveva rapporti con la sottosegretaria Fassinetti e, secondo una testimonianza raccolta da Giorgio Motola, ci sarebbero stati incontri in Parlamento con Donzelli, Lollobrigida e altri esponenti di Fratelli d’Italia. Ha inoltre citato la richiesta della deputata Bucalo ad Amico di trovare un imprenditore disposto a finanziare mezzo milione di euro.
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