Il professore elenca tutti gli errori di calcolo di Donald Trump nell’aggressione all’Iran
“Meloni corre ai ripari”, afferma a Il Fatto Quotidiano il professore Alessandro Orsini, delineando un quadro critico della gestione politica italiana alla luce delle recenti tensioni internazionali, sottolineando come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni stia cercando di gestire “la distanza tra le dichiarazioni pubbliche e le decisioni operative”, consapevole del fatto che “tanti italiani le rimprovereranno di aver sempre sostenuto Trump nel bombardamento in Iran”; secondo il sociologo, infatti, le scelte del presidente americano Donald Trump avrebbero prodotto conseguenze rilevanti non solo sul piano militare ma anche su quello politico ed economico, a partire da un progressivo isolamento rispetto all’Europa e da effetti concreti come la crisi energetica che starebbe colpendo diversi Paesi, mentre sul fronte interno statunitense “Trump non ha calcolato quello che sarebbe successo nei sondaggi”, con un indice di gradimento che “è drasticamente crollato” fino a risultare, sempre secondo Orsini, persino più basso di quello registrato da Joe Biden dopo il confronto televisivo che ne compromise la corsa, una situazione che renderebbe Trump “in una condizione peggiore” rispetto a quella che portò Biden al ritiro; a ciò si aggiungerebbe “l’errore di non aver valutato la reazione dell’Iran”, con i Paesi del Golfo Persico, alleati degli Stati Uniti, che sarebbero “bombardati tutti i giorni dai missili e dai droni iraniani”, elemento che contribuirebbe a “danneggiare l’immagine pubblica degli Stati Uniti” mostrando l’incapacità di proteggere i propri alleati più stretti; in questo contesto, prosegue Orsini, anche la posizione del governo italiano risulta indebolita, perché l’attacco all’Iran avrebbe “privato Crosetto e Meloni della possibilità di dire che il governo italiano arma gli aggrediti contro gli aggressori per ragioni morali”, una linea ribadita dal ministro della Difesa Guido Crosetto anche nel confronto con Marco Travaglio alla festa di Atreju, ma che oggi, alla luce degli sviluppi tra Gaza e Iran, “non regge più”, diventando secondo il sociologo sempre più difficile da sostenere nello spazio pubblico.
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