Dopo il grande successo in rete (oltre 170mila visualizzazioni), il docufilm torna nei teatri: appuntamento il 10 aprile a Tombolo (PD)
Cinquantasette giorni separano la strage di Stato di Capaci da quella di via d'Amelio, dove Paolo Borsellino venne fatto saltare in aria assieme agli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.
Cinquantasette giorni di martirio, di corsa contro il tempo per individuare gli assassini del collega e amico fraterno: Giovanni Falcone. “Falcone per me rappresentava uno scudo”, aveva detto Borsellino alla sua famiglia. Consapevole di quello che sarebbe stato il suo destino. Cioè di essere il prossimo sulla lista di Cosa nostra e di quel connubio oscuro di poteri che volevano sbarazzarsi di lui.
A trentaquattro anni di distanza, tramite testimonianze e analisi di atti, continuiamo a farci domande sulla “Strage Borsellino, l’agenda rossa e i mandanti esterni”, come sottolinea il titolo della video-inchiesta che abbiamo realizzato quasi tre anni fa. Un lavoro editoriale impegnativo, visto da oltre 170mila utenti, che verrà proiettato il prossimo 10 aprile presso la sede di Veritas Vincit APS a Tombolo (Via Senatore Cittadella 5, fraz. Onara). Nell’inchiesta il direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni riassume e analizza ogni mistero ancora senza risposta sull’attentato e sul successivo depistaggio che i giudici descrivono come il più grande della storia repubblicana. Chi ha veramente ordinato la morte di Borsellino e perché? Come si spiega l’accelerazione della strage? Chi ha preso l’agenda rossa dall’auto in fiamme? E quali presenze occulte si sono aggirate in via d’Amelio negli attimi immediatamente successivi all’esplosione? Chi sono i soggetti esterni a Cosa nostra che hanno giocato un ruolo nella realizzazione della strage? Chi e perché ha ordinato un attentato contro il magistrato Nino Di Matteo? E, infine, quali sono quegli “ibridi connubi” che hanno voluto la morte prima di Giovanni, poi, con molta probabilità, di Paolo Borsellino immediatamente dopo la strage di Capaci? Sono domande necessarie che nonostante i nuovi processi aperti in Sicilia, tuttora attendono una risposta chiara e definitiva.
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