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L’ex sostituto procuratore e Flavia Carlini analizzano la sconfitta del referendum sulla separazione delle carriere 

Luigi de Magistris, già sostituto procuratore e sindaco di Napoli, ha lanciato un duro atto d’accusa sulle radici storiche dei problemi istituzionali italiani durante un’intervista su Instagram condotta da Flavia Carlini, attivista e vicepresidente dell’Intergruppo Parlamentare per i Diritti Fondamentali della Persona. 
"Io credo che la nostra Costituzione sia stata tradita dal primo momento in cui è stata scritta, anche per via dell'influenza, della subordinazione agli Stati Uniti", ha dichiarato de Magistris aggiungendo che l’Italia deve tutelare interessi che non sono i propri: "Abbiamo purtroppo interessi da tutelare che non sono i nostri". Secondo l’ex sindaco di Napoli, con la firma della pace post-guerra "noi abbiamo subordinato la nostra libertà al volere degli Stati Uniti" di cui l’Italia sarebbe “fondamentalmente uno stato satellite, noi siamo base USA, noi cittadini non sappiamo nemmeno quante basi statunitensi ci sono nel nostro territorio". 
Ha poi sottolineato: "Quindi come si fa a coniugare l'interesse della Costituzione, l'interesse quindi della popolazione se la priorità per il governo e per l'Italia deve essere, deve essere uno stato satellite degli Stati Uniti". 
Riferendosi alla storia nazionale, l’ex magistrato ha ricordato: "Noi abbiamo un ombrello americano che va avanti almeno dal 1943, quando gli americani sbarcano in Sicilia e si alleano con mafiosi, massoni e il notabilato politico dell'epoca". Ha citato la strage di Portella della Ginestra dell’1° maggio 1947 come segnale chiaro contro le rivendicazioni contadine. 
"Questa è la cosa che fa rabbia", ha affermato de Magistris. "E sicuramente noi siamo, e concludo, un paese a sovranità limitata. Quindi qua ci dobbiamo convincere, dobbiamo andare in analisi. Basta ritenere che siamo a sovranità piena". 
Sul risultato del referendum costituzionale de Magistris ha osservato che non c’è stata una piena mobilitazione dell’elettorato di centrodestra. Questo è stato dovuto anche alle dichiarazioni della capo di gabinetto del ministro Nordio e della stessa presidente del Consiglio. Flavia Carlini ha specificato che “il sì ha trionfato nei comuni a più alto tasso di ‘Ndrangheta, a Platì, a San Luca" e che molti degli obiettivi storici della classe dirigente post-fascista sono stati raggiunti: "Tutto quello che era il programma della loggia massonica P2, tutto quello che era il programma del golpe borghese e di tutti i colpi di stato che l'Italia ha preparato, sono stati assolutamente raggiunti". Ha citato taglio dei parlamentari, diminuzione del potere dei sindacati e separazione delle carriere (già di fatto in vigore con l’ultima riforma Cartabia), aggiungendo che "il premierato era un'idea non solo di Giorgio Almirante, era anche un'idea di Licio Gelli"
Carlini ha avvertito di non semplificare l’esito referendario: "Non dobbiamo fare l'errore che il referendum costituzionale, cioè tutti quelli, diciamo, chiamiamoli di sinistra, centrosinistra, hanno votato no". "Questa è una vittoria innanzitutto della partecipazione complessiva della gente che sia quelli che hanno votato no e quelli che hanno votato sì. Ma del no io credo c'è stata una grande mobilitazione di entusiasmo che non si vedeva da tempo, perché hanno compreso che si trattava di un attacco frontale alla Costituzione". 

Foto © Paolo Bassani 

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