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Daniela Santanchè, ministra del Turismo, ha rassegnato le dimissioni. La decisione, comunicata tramite una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni, arriva dopo le pressioni esercitate dallo stesso partito e dalla leadership del governo. La notizia ha scatenato una reazione immediata in Parlamento, dove i banchi dell’opposizione hanno accolto la notizia con un applauso. Nella missiva, Santanchè scrive: “Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo, perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte a una tua esplicita e pubblica richiesta”.
Richiesta che inizialmente la ex ministra non ha dato segnale di voler accontentare. Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, non ha usato mezzi termini: “Le dimissioni di Daniela Santanchè arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza e difesa dell’indifendibile. Il governo Meloni ha offerto uno spettacolo indecoroso di fronte alle difficoltà degli italiani. È stato il voto popolare sul referendum sulla separazione delle carriere a fare pulizia di un esecutivo di impresentabili, che hanno resistito fino all’ultimo nonostante posizioni inquietanti. Se il ‘Sì’ avesse vinto, Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero rimasti al loro posto. Le dimissioni di Santanchè sono il segno di una sconfitta politica pesante, non un atto di responsabilità spontanea. Sono il risultato della pressione dell’opinione pubblica e di milioni di cittadini che hanno detto basta”.
Bonelli ha poi aggiunto che ora è necessario costruire un’alternativa politica, concentrandosi su “giustizia sociale, difesa della Costituzione e investimenti su sanità, lavoro e transizione ecologica”, in un contesto di “crisi economica e sociale sempre più grave, con la povertà in aumento, una sanità pubblica allo sfascio e una politica estera subalterna alla linea di guerra di Trump”.
Le vicende che hanno coinvolto Santanchè risalgono al 5 novembre 2022, quando Il Fatto rivelò presunte irregolarità nell’uso della cassa integrazione Covid da parte della sua azienda, Visibilia, nel 2020. Da allora, la ministra è stata al centro di 162 articoli che hanno documentato le sue controversie, sia nella sfera pubblica che in quella privata.
Nonostante le critiche e le inchieste, Santanchè era apparsa fino a oggi inamovibile, resistendo a ogni tipo di pressione.
"Ci sono voluti tre anni e 15 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato" ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte in Piazza Montecitorio, commentando la notizia delle dimissioni della ministra Daniela Santanche'. "Chi é responsabile di tutto questo? Un solo nome, Giorgia Meloni - attacca Conte - una premier oggi debole, debolissima. Con un governo che oggi barcolla, che non si occupa affatto delle urgenze dei cittadini, delle imprese, delle famiglie". "Queste decisioni, queste determinazioni, andavano prese per tempo per potersi poi dedicare e occupare concretamente, cosa che non e' stato fatto, dei bisogni dei cittadini", ha concluso. 

Foto © Imagoeconomica

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