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Il carabiniere raccoglieva le confidenze di pentiti di mafia come Totò Cancemi: disposti altri 6 mesi d’indagini ed esami per capire se fu realmente suicidio

Il corpo da riesumare per accertamenti e altri sei mesi d’indagine per le nuove indagini. E’ la decisione del gip di Palermo Walter Turturici, che ha respinto la richiesta di archiviazione proposta dalla procura e ordinato nuove indagini sulla misteriosa morte del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo, trovato senza vita nella sua auto il 4 marzo 1995 nel cortile della sede della Legione Sicilia a Palermo. Sul caso, per anni archiviato come suicidio, la famiglia del militare aveva chiesto nuovi accertamenti. I pm però non hanno elementi sufficienti e hanno proceduto chiedendo l'archiviazione, istanza a cui si erano opposti moglie e figli di Lombardo. Oggi la decisione del gip che, tra l'altro, ha disposto la riesumazione della salma. Non solo. Il gip Turturici ha ordinato una nuova consulenza balistica sulla pistola di ordinanza e sul caricatore del carabiniere per capire se il proiettile e il bossolo custoditi presso l'ufficio corpi di reato siano stati o meno esplosi dall'arma in dotazione al sottufficiale e l'esame testimoniale del generale Michele Riccio e del capitano Nuzzi. Quest'ultimo dovrà essere sentito su un colloquio tra Lombardo e il tenente lerfone presso gli uffici del Ros di Monreale intorno alle ore 12.30 del 4 marzo 1995 e sul colloquio che lo stesso sottufficiale ebbe col colonnello Giovanni Antolini. Il gip ha anche disposto che si approfondiscano gli appunti di Lombardo per capire se si trattasse di annotazioni di notizie apprese da fonte confidenziale "o di documentazione di atti di investigazione di vario genere" e infine che vengano sentiti alcuni esponenti dell'Arma dei carabinieri come il tenente colonnello Giuseppe Arena che dovrà riferire sull'eventuale prelevamento dall'auto di Lombardo di una borsa con alcuni documenti, alla presenza dell’ufficiale Mauro Obinu

Il mistero ancora irrisolto

Antonino Lombardo fu trovato senza vita nella sua auto con un colpo di pistola alla testa e una lettera d'addio. Versione ufficiale: suicidio. Lombardo non era un semplice maresciallo dei carabinieri, ma un investigatore di grande rilievo che raccolse le confessioni di pentiti di importanti pentiti di mafia dopo le stragi. Fu incaricato a gestire il collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi. Secondo gli avvocati della famiglia, infatti, la morte del maresciallo non sarebbe stata un suicidio ma un omicidio, e il movente andrebbe ricercato nei segreti di via d’Amelio: nello specifico di ciò che gli avrebbe confidato proprio il pentito Cancemi. A novembre e a dicembre del 1994, insieme all'ufficiale Mauro Obinu, Lombardo aveva incontrato il boss Tano Badalamenti, detenuto negli Usa, per valutare la sua eventuale intenzione di collaborare con la giustizia. Il capomafia si sarebbe detto disposto a testimoniare in Italia su alcuni fatti come l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli ponendo come condizione che del suo trasferimento si occupasse proprio Lombardo. Prima della trasferta negli Usa nel corso della trasmissione Tempo Reale condotta da Michele Santoro, l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il sindaco di Terrasini Manlio Mele fecero pesanti accuse a carico di Lombardo. Contemporaneamente, il pentito Salvatore Palazzolo dichiarò che il maresciallo era "avvicinabile" e la sua missione negli Usa fu cancellata. Il 25 febbraio 1995 Francesco Brugnano, confidente del sottufficiale venne ucciso. "Mi sono ucciso per non dare la soddisfazione a chi di competenza di farmi ammazzare e farmi passare per venduto e principalmente per non mettere in pericolo la vita di mia moglie e i miei figli che sono tutta la mia vita. La chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani", c'era scritto nella lettera trovata insieme al corpo di Lombardo. Ma i familiari non hanno mai creduto al suicidio.

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