
Un appello accorato contro la riforma della giustizia che ha colpito nel segno
"Io alla mia Costituzione ci tengo".
Sono state queste le parole dell’avvocato Luigi Li Gotti raccolte in un reel della pagina Instagram di ANTIMAFIADuemila che ha già superato le 819.000visualizzazioni, trasformando un incontro di presentazione di un libro in un fenomeno sociale che divide e appassiona.
Il video, girato durante l’evento al Teatro Garbatella di Roma per la presentazione di “Stragi d’Italia” (Fuori Scena Libri), scritto a quattro mani con il giornalista e scrittore Saverio Lodato, cattura il momento in cui Li Gotti lancia un’accusa pesante: "Questi maneggioni vogliono cambiare la Costituzione nata dalla lotta del popolo italiano. È scritta con il sangue, la nostra Costituzione". Il riferimento è stato alla riforma che introduce la separazione delle carriere in magistratura, ma il cuore della critica è un presunto buco normativo: l’articolo 101, che recita "i giudici sono sottoposti solo alla legge", non sarebbe stato aggiornato per includere anche i pubblici ministeri. "Si sono dimenticati di modificarlo — tuona Li Gotti —. I pm? Non c’è più scritto in Costituzione. Si sono lasciati una porta aperta".
Un errore o una strategia? Il legale non ha dubbi: "Si sono lasciati una porta aperta. Parole che, amplificate dai social, hanno scatenato un dibattito acceso. Nei commenti al reel, gli utenti si dividono: c’è chi grida allo scandalo — "La Costituzione è sacra, non si gioca con le parole" — e chi accusa Li Gotti di allarmismo — "Sempre a cercare il complotto, invece di discutere di merito".
Il successo del video, però, va oltre la polemica. Perché ha colpito così tanto? La risposta basta cercarla nel risultato del referendum: il Popolo ha votato ampiamente No difendendo la Costituzione da una riforma di stampo fascista.
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