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Il magistrato commenta vittoria del No: “Paese ha bisogno di magistrati liberi”

Quella di oggi la ricorderemo come una giornata di svolta, di speranza per la giustizia, per la verità, per l'applicazione dei principi della Costituzione. È stata una risposta molto forte di popolo, di cittadini che hanno capito che questa riforma era pericolosa per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e per i loro diritti”. Così il sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo ha commentato la vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia, a margine di un evento su mafia, stragi e democrazia all’Università di Catania. La riforma, spiega Di Matteo, “era un atto di arroganza politica al quale il popolo ha risposto in maniera compatta nell’ossequio dei principi della Costituzione”. Il magistrato si è detto “soddisfatto di essermi speso durante questi mesi per cercare di spiegare il mio punto di vista e sono particolarmente contento del fatto che proprio qui in Sicilia l'affermazione del No sarebbe stata particolarmente netta” (oltre al 61,2% i contrari, ndr). “Noi - aggiunge - non dimentichiamo la nostra storia, non dimentichiamo quello che la magistratura ha dato a questo Paese, non dimentichiamo che per cercare di colmare ancora gli spazi bui che riguardano la stagione stragista, il Paese ha bisogno di una magistratura autonoma, libera e non di una politica che fondi le riforme auspicate su una costante azione di denigrazione e delegittimazione della magistratura come è avvenuto in questi mesi”. Quella di oggi, aggiunge, “è una giornata bella per chi è consapevole che la nostra Carta Costituzionale deve essere applicata e non modificata e per chi vuole veramente che la giustizia sia uguale per tutti. Sono felice che il popolo italiano abbia dato questa risposta”. Determinante per il NO, secondo i dati, è stato il voto dei più giovani (18-34 anni). “Sono convinto che i giovani con la loro partecipazione ci porteranno fuori dalle patologie di un sistema che purtroppo negli ultimi decenni, ha dimostrato parecchie falle”. La partecipazione popolare - aggiunge - “è stata assolutamente importante e la risposta è stata netta. Io avevo l'altro giorno chiuso un incontro a Palermo dove mi auguravo che l'arroganza di una politica che si voleva autoproteggere fosse seppellita da una valanga di No. Non posso che esserne felice”. 

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