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La domanda s’impone: perché un esponente di governo, sottosegretario alla Giustizia, ha scelto di entrare in una società i cui fili portano dritti a un imprenditore condannato per mafia? La vicenda, come raccontato dal Fatto Quotidiano, ruota attorno a "Le 5 Forchette Srl", una società costituita il 16 dicembre 2024 a Biella, con un capitale sociale di 10.000 euro, e a un locale romano in via Tuscolana 452: la "Bisteccheria d’Italia", gestita da Mauro Caroccia, 50enne con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con aggravante mafiosa (art. 416-bis c.p.), reato che lo lega al clan Senese.
Alla nascita della società, i soci erano sei: Andrea Delmastro Delle Vedove (avvocato, deputato FdI, sottosegretario alla Giustizia) – 25%; Miriam Caroccia (studentessa romana, 18 anni, figlia di Mauro) – 50%, nominata amministratore unico; Cristiano Franceschini (segretario provinciale FdI e assessore a Biella) – 5%; Davide Eugenio Zappalà (consigliere regionale FdI in Piemonte) – 5%; Elena Chiorino (dirigente nazionale FdI, assessora e vicepresidente del Piemonte) – 5%; Donatella Pelle (impiegata) – 10%.
La famiglia Caroccia non è nuova alle cronache giudiziarie. Originari di Felitto (Salerno), Nicola e Rosetta aprono negli anni ’90 la trattoria "Da Baffo" in via dei Fulvi 8, a Porta Furba, un quartiere dove la presenza mafiosa è tra le più radicate d’Italia. I figli, Mauro e Daniele, ereditano l’attività e la espandono: "Da Baffo 2", "Baffo 2 Fish Srl", "Baffolona Burger Srl". Ma dietro l’apparente successo imprenditoriale si nasconde un legame stretto con il clan Senese, guidato da Michele Senese, detto ’O Pazzo, oggi in carcere per omicidio.

Le intercettazioni, sempre come riporta il Fatto, li collegano ad Angelo e Vincenzo Senese (fratello e figlio di ’O Pazzo), mentre le inchieste rivelano che i locali dei Caroccia sono in realtà prestanome del clan Senese. Nel luglio 2020, la DDA di Roma chiude l’inchiesta "Affari di famiglia", smascherando riciclaggio, usura e intestazioni fittizie. Mauro Caroccia viene arrestato, i suoi locali sequestrati, e nel 2022 arriva la prima condanna. Nel febbraio 2023, la Corte d’Appello di Roma assolve Michele Senese e fa cadere l’aggravante mafiosa per tutti. Un colpo di scena che sembra ridare fiato a Caroccia. Ad aprile 2025, l’imprenditore riappare sui social per annunciare l’apertura della "Bisteccheria d’Italia" in via Tuscolana 452, proprio nel territorio dei Senese. Ma la Cassazione non è d’accordo. Il 15 gennaio 2025, la Corte d’Appello di Roma — su ordine della Suprema Corte — ripristina le condanne del primo grado. L’aggravante mafiosa torna a pesare su tutti, compreso Caroccia, che nel febbraio 2026 finisce in carcere dopo la sentenza definitiva.

A quel punto, a Biella, scatta la fuga: Delmastro vende il suo 25% alla G&G Srl (società immobiliare interamente controllata da Delmastro), cioè vende a se stesso; il 19 febbraio 2026 le condanne diventano definitive e otto giorni dopo la G&G del sottosegretario passa il 25% alla socia Pelle e il 5 marzo 2026, Franceschini, Zappalà e Chiorino vendono le loro quote a Miriam Caroccia, che diventa l’unica proprietaria della "Le 5 Forchette Srl". Perché i politici di FdI hanno venduto le quote solo dopo la condanna definitiva di Caroccia? “La mia storia antimafia è chiara ed evidente. Il mio livello 2 di scorta certamente non nasce per altri motivi se non per la battaglia contro la mafia che stiamo facendo, quindi questo parla per me. Dopodiché si tratta di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che poi si scopre essere figlia di; nel momento in cui si scopre, immediatamente, per rigore etico e morale che mi contraddistingue su questa battaglia, mi sono tolto dalla società. Quindi non c’è nulla da dire”, ha dichiarato Delmastro a una domanda sullo scoop del Fatto a margine delle celebrazioni per i 209 anni del Corpo di Polizia penitenziaria a Napoli.

Fonte: il Fatto Quotidiano

Foto © Imagoeconomica 

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