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Il giornalista al podcast "Duemila Secondi": "Trump si trova lo Stato più pericoloso del mondo dotato di armi nucleari che è fuori dal suo controllo" 

Con l’attacco all’Iran Israele sta trascinando gli Stati Uniti e il Medio Oriente nel caos. A dirlo è il giornalista del Manifesto Alberto Negri, intervenendo nel podcast Duemila Secondi di ANTIMAFIADuemila. ha espresso forte preoccupazione per l’attuale situazione geopolitica e per la strategia degli Stati Uniti nella crisi con l’Iran. 
Sono rimasto sconcertato dall’Ayatollah di Mar-a-Lago, Donald Trump, che vuole persino decidere chi sarà la prossima Guida Suprema iraniana”, ha affermato riferendosi al presidente americano Donald Trump. Negri ha citato anche una recente immagine della Casa Bianca: “Una foto in cui Trump è circondato da pastori battisti, evangelici e pentecostali che gli mettono le mani sopra in preghiera. Pensavo di vedere una scena del genere a Teheran, non a Washington”.
Secondo il giornalista, questa situazione riflette una profonda confusione strategica negli Stati Uniti. “Qual è la strategia americana non l’ho ancora capita e nemmeno molti analisti statunitensi. Cosa vogliono davvero gli americani? E soprattutto: chi lo vuole? Trump o Netanyahu, che sembra ormai colui che detta l’agenda degli Stati Uniti?”. 
Per Negri, il ruolo del premier israeliano Benjamin Netanyahu è centrale nell’escalation con Teheran. “Nell’aggressione congiunta a Teheran il primo colpo l’ha tirato Israele, mandando un segnale chiaro a tutta la regione su chi ha determinato la strategia dell’operazione”. L’obiettivo, secondo il giornalista, sarebbe quello di azzerare l’apparato militare della Repubblica islamica, seguendo un modello già visto in passato in altri Paesi della regione.  
Una strategia che rischia però di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente. “Il problema è Israele, che è diventato lo Stato più pericoloso del mondo dotato di armi nucleari”, ha affermato Negri, sottolineando come gli Stati Uniti si trovino oggi con “una superpotenza nella regione che però è fuori dal loro controllo”.
Il giornalista avverte anche che il conflitto potrebbe avere conseguenze politiche per Washington. “Questa guerra non può durare mesi, perché Trump ha davanti le elezioni di metà mandato”, spiega. Per questo, conclude Negri, il vero nodo non è soltanto il confronto con l’Iran ma il rapporto tra Washington e Tel Aviv: “Prima ancora che con Teheran, Trump deve mettersi d’accordo con Israele su quando e come finire questa guerra”. 

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