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Già in un’intervista pubblicata nel 2008 il capo della P2 ne rivendicava la paternità: “Giudici e pm devono odiarsi”. Bolognesi: “Nessuno potrà più dire che dico balle

Se serviva una prova definitiva che l’attuale riforma del ministro Carlo Nordio sulla separazione delle carriere ricalchi, passo dopo passo, quella ideata da Licio Gelli, ora è arrivata. A fornirla è il figlio del capo della loggia Propaganda Due Maurizio Gelli, intervistato da Il Fatto Quotidiano, ha confermato serenamente, rivendicandone l’utilità, la paternità della riforma pensata da parte del padre.
Classe 1959, quartogenito del capo della P2, Gelli jr è stato diplomatico in Uruguay, Canada e Nicaragua, dove il governo di Ortega lo ha nominato ambasciatore in Spagna, con accredito concorrente anche in Grecia, Francia, Andorra, Slovacchia e Regno Unito. Una carriera che lo ha portato ai vertici diplomatici di diversi Paesi. Al Fatto dichiara che la separazione delle carriere è ancora un’idea attualissima, che continua a influenzare il dibattito pubblico: “Potrebbe aiutare a migliorare la funzionalità e l’efficienza del sistema giudiziario italiano”, sostiene.
L’endorsement postumo di Maurizio Gelli è diventato in poco tempo un caso politico. Le opposizioni sono all’attacco, così come i familiari delle vittime di mafia e terrorismo. Lo stesso terrorismo che, sentenze in mano, fu finanziato dal gran maestro della P2 per eseguire la strage del 2 agosto 1980.
Ora nessuno potrà più dire che dico balle o che vedo fantasmi: stanno applicando il Piano di rinascita democratica di Licio Gelli, capo della P2”, afferma a la Repubblica Paolo Bolognesi, ex presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e volto del No al referendum.
La separazione delle carriere è una finta operazione: l’obiettivo è indebolire la magistratura per metterla sotto il potere esecutivo. Poi faranno il premierato, anche quello previsto da Gelli”. 
Alla domanda se la P2 sia ancora in piedi, Bolognesi risponde: “Non so. Ma tutti parlano nel nome di Silvio Berlusconi. È stato presidente del Consiglio per molti anni ed era iscritto alla P2. Quelli che ora sono al governo non so se siano massoni o iscritti a un’altra loggia, ma posso dire che, come rileva anche il figlio di Gelli, stanno portando avanti il Piano di rinascita del padre, che è un progetto golpista”. 
La prova “in calce” che la riforma sulla separazione delle carriere fosse stata elaborata dal Gran Maestro la fornì lo stesso Gelli in un’intervista di 17 anni fa a Pandora Tv (realizzata da Udo Gumpel e Philip Willan), ancora disponibile sul canale YouTube di ANTIMAFIADuemila
Gelli raccontava di aver abbozzato la proposta già nel 1975, sottolineando l’importanza della divisione delle carriere tra pm e giudici per le indagini preliminari: “Devono arrivare a quel posto di responsabilità mediante due concorsi diversi”. “Se vogliamo che l’imputato abbia giustizia, il gip e il pm si devono odiare, non devono andare a pranzo assieme. Oggi il pm e il gip vanno a letto assieme”, affermava. 
Gelli confessava di aver pensato anche alla necessità di una visita psichiatrica obbligatoria per i magistrati ogni due anni. Non solo: “Avevo pensato di fargli fare una settimana di cella quando uscivano dal concorso”. Un modo per “calmierare” le loro decisioni, rendendoli - a suo dire - più cauti nell’emettere sentenze. L’intervista è datata dicembre 2008: era stato da poco eletto l’ultimo governo Berlusconi e il dibattito pubblico era acceso sulla riforma della separazione delle carriere prevista dal programma di governo. L’intervistatore domanda: “Dovrebbe chiedere il copyright a Silvio Berlusconi, perché pare abbia copiato la riforma”. Gelli sorride e scherza: “I diritti non me li danno, ma mi sento appagato”.

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