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Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila. Al centro del confronto tra Aaron Pettinari e Francesco Ciotti l’attacco lanciato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, che avrebbe già provocato decine di morti tra vertici della Guardia Rivoluzionaria e civili. 
Abbiamo varcato il Rubicone di ogni possibile freno a un’escalation controllata”, osserva Ciotti. Un’escalation che arriva mentre, solo poche ore prima, si parlava di spiragli diplomatici. Il ministro degli Esteri dell’Oman aveva incontrato il vicepresidente USA J. D. Vance dopo i colloqui di Ginevra, definiti “positivi” da Teheran. Secondo quanto riferito, l’Iran avrebbe accettato l’“accumulo zero” di uranio arricchito, convertendo le scorte in combustibile non utilizzabile a fini militari. Poi la svolta: Donald Trump si è detto insoddisfatto dei negoziati e ha annunciato una “decisione difficile”. All’alba, i raid contro sedi istituzionali iraniane, compresi uffici legati alla Guida Suprema e strutture civili.
I segnali di un attacco imminente, spiegano nel podcast, c’erano tutti: Cina, Russia e Germania avevano ritirato personale diplomatico dalla regione. Secondo il New York Times, il conflitto potrebbe superare per intensità quello di dodici giorni dell’anno scorso. Intanto missili e droni iraniani avrebbero colpito basi USA in Bahrain, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. 
Per Ciotti l’obiettivo non sarebbe solo il nucleare, ma un cambio di regime a Teheran, come auspicato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Una scelta che spacca la base MAGA e potrebbe pesare sulle prossime elezioni di midterm. 
La puntata affronta anche il caso di Rogoredo: l’uccisione del giovane marocchino Abdelrahim Mansouri da parte dell’agente Carmelo Cinturrino, ora arrestato per omicidio volontario. Prima dell’arresto, Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano difeso il poliziotto parlando di legittima difesa. Una posizione smentita dagli sviluppi giudiziari, che riaccende il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura. 

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