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Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila condotto da Jamil El Sadi e Francesco Ciotti. Sul tavolo la guerra in Ucraina, che a breve entrerà nel suo quarto anno.
“Il giorno degli innamorati non sancisce un’intesa fraterna tra Russia, Ucraina, Stati Uniti ed Europa”, esordisce Ciotti ricordando il vertice di Monaco di questa settimana. “Il 17 e 18 febbraio sono previsti nuovi negoziati, a Ginevra. tra Mosca, Kiev e Washington, in un formato più esteso, ma le premesse non appaiono rassicuranti. Trump, ricorda il redattore, sollecita Zelensky a fare concessioni sulla questione dei territori, nodo centrale del conflitto. Il presidente ucraino ha ribadito di non voler ridiscutere le terre occupate, una posizione che può sostenere anche grazie al sostegno europeo, mentre cresce il timore che le divisioni occidentali possano compromettere il dialogo”.
Intanto il segretario di Stato Marco Rubio “ha disertato all’ultimo momento i negoziati di Monaco, segnale che per alcuni osservatori indica un progressivo disimpegno americano. Al vertice di Ramstein, inoltre, i leader Ue hanno annunciato un pacchetto da 38 miliardi di euro per il sostegno militare a Kiev, risorse che saranno reperite attraverso nuovo debito”.
Ampio spazio nella puntata anche alla richiesta di Francia, Germania e Italia di rimuovere Francesca Albanese dall’incarico di relatrice Onu per il territori palestinese occupato. “Albanese è stata accusata di antisemitismo per alcune sue dichiarazioni su Israele”. I redattori ricordano però che la relatrice ha parlato di “sistema” e di responsabilità politiche e finanziarie più ampie che coinvolgono anche i governi occidentali e le multinazionali. ”Invece di entrare nel merito delle sue denunce, diversi leader europei ne hanno distorto le parole”. L’attacco alla Albanese “si inserisce in un clima di crescente tensione verso il movimento pro-Palestina. Viene citato anche il Dl Romeo, che equipara l’antisemitismo alle critiche allo Stato di Israele, e le recenti ispezioni ministeriali nelle scuole, giudicate dai critici motivo di preoccupazione”.

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