Il fratello del giudice ucciso il 19 luglio: "Nessuna attività da oltre un mese e mezzo"
Da due mesi Borsellino - come scritto da Fabrizio Gatti su Today - attende che la Procura di Caltanissetta esegua gli atti di indagine urgenti e a sorpresa disposti il 19 dicembre 2025 dalla giudice per le indagini preliminari Graziella Luparello. Tali atti erano stati ordinati dopo il rigetto della richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. Tuttavia “è trascorso oltre un mese e mezzo dall'ordinanza del Gip di Caltanissetta e ancora la Procura (nissena, ndr) non svolge almeno l'attività di indagine (fra le numerose, immagino) ordinata dal Gip e oggetto precipuo del ricorso. Almeno la conoscenza di quegli atti serve al mio assistito per sapere che c'è un limite al pericolo di vulnerazioni alla legalità democratica nell'accertamento della verità sulla strage di via D'Amelio” ha scritto Salvatore Borsellino in una lettera inviata martedì 10 febbraio 2026 al presidente della quinta sezione penale della Corte di cassazione e firmata dal suo avvocato Fabio Repici.
Salvatore, nella missiva ha evidenziato il “paradosso” giuridico: cioè che il “ricorso per pretesa abnormità, anziché rimuoverla, ha provocato nel procedimento una situazione di stasi, con l'inadempienza del pubblico ministero ricorrente rispetto ad almeno alcune prescrizioni del giudice terzo". Ricordiamo che la Procura di Caltanissetta si è sottratta all'obbligo giudiziario d’indagine ipotizzando una presunta abnormità del provvedimento, in un caso definito unico nei 78 anni di Costituzione democratica. La questione è stata rimessa alla Corte di cassazione su iniziativa della stessa Procura nissena. Il procedimento è stato iscritto soltanto il 24 gennaio 2026, ma a oggi non è stata ancora fissata l'udienza. Nella missiva, Salvatore Borsellino ha poi scritto: "Solo stamattina ho ricevuto, finalmente, comunicazione circa l'iscrizione del procedimento e la sua assegnazione alla quinta sezione penale. Il procedimento trae origine dal ricorso per pretesa abnormità proposto dal procuratore della Repubblica di Caltanissetta avverso l'ordinanza (che ha rigettato la richiesta di archiviazione e ha ordinato al pubblico ministero ulteriori indagini), emessa dal Gip di Caltanissetta il 19 dicembre 2025", si legge su Today.
"Mi rimane solo da ribadire che il mio assistito Salvatore Borsellino (qui scrive Repici, ndr) fratello del dottor Borsellino e in quanto tale persona offesa dal reato di strage, ha pressante interesse alla non più procrastinabile fissazione dell'udienza e all'ancor meno procrastinabile rilascio di copia dell'ordinanza emessa il 19 dicembre 2025 dal Gip di Caltanissetta (bersaglio dell'impugnazione del pubblico ministero) e del conseguente ricorso per cassazione proposto dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta".
Nella lettera si sottolinea inoltre che "Salvatore Borsellino ha impellente urgenza di ricevere i due documenti indicati, giacché rifiuta di credere che quella instauratasi sia una anomala procedura che richiama tristemente il famigerato bordereau dell'affaire Dreyfus”.
Gatti ha concluso rilevando come l'attualità dell'inchiesta di Caltanissetta, a 34 anni dall'attentato, sia confermata dalla vicenda dell'agenda rossa di Paolo Borsellino, sottratta subito dopo la strage e probabilmente ancora conservata da funzionari dello Stato. "L'umiliazione della verità e del sacrificio delle vittime continua", ha concluso il giornalista.
Fonte: Today
Foto © Paolo Bassani
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