Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

La ‘Ndrangheta, come ha scritto la corte di Cassazione, ha partecipato alla strategia stragista degli anni ’90 a fianco di Cosa nostra. 
Nero su Bianco, il podcast di approfondimento di ANTIMAFIADuemila, ripercorre in questa puntata la sentenza della cassazione che ha deciso un nuovo processo di appello nei confronti dei due imputati, Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone. 
Rispettivamente boss stragista della mafia palermitana e ‘ndranghetista di spessore della cosca Piromalli.  
In molti hanno cercato di infangare il processo bollandolo come inutile o fallimentare, ma le verità emerse riscrivono la storia criminale degli ultimi anni costringendo ad adottare una visione di insieme più ampia.  
Recentemente la Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria - presidente Angela Bandiera, a latere Katia Asciutto - ha riaperto l'istruttoria dibattimentale nel processo "'Ndrangheta stragista bis" che vede imputati Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone accusati di essere i mandanti degli attentati ed omicidi avvenuti tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994, in cui persero la vita anche gli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo (uccisi il 18 gennaio sull'autostrada Salerno-Reggio, ndr).  
La Corte ha dunque accolto la richiesta del magistrato della Dda applicato come sostituto procuratore generale Giuseppe Lombardo e domani, 5 febbraio, data a cui è stata rinviata l'udienza, sentirà il tenente colonnello Diego Berlingeri, comandante dei carabinieri del Ros, autore della nota inviata alla Procura lo scorso 17 dicembre in cui si dà atto del contenuto di un'intercettazione registrata nell'ambito dell'inchiesta "Res Tauro" che nei mesi scorsi ha portato all'arresto del boss Giuseppe Piromalli detto "Facciazza". Come ricostruito alla precedente udienza Piromalli "aveva esplicitato commenti di pregio verso i fratelli Graviano".
In particolare, Pino Piromalli avrebbe affermato: "I Graviano loro sono… due fratelli seri… Filippo e Giuseppe… loro sono due ragazzi seri vero". 
Il riferimento è ai due boss di Brancaccio "additati - scrive il Ros - tra i rappresentanti apicali di Cosa Nostra in seguito all'arresto dello storico principale esponente Salvatore Riina". "Dopo Riina - sarebbero state, infatti, le parole di Piromalli - c'erano i Graviano… quando c'era allora tutte queste cose qua".  

Segui il PODCAST: Nero su Bianco 

ARTICOLI CORRELATI 

Appello bis 'Ndrangheta stragista, Pino Piromalli definiva i Graviano ''ragazzi seri''

'Ndrangheta stragista, si torna in appello con le richieste istruttorie

Sì, la 'Ndrangheta ha partecipato alle stragi! 

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos