Al centro dell’inchiesta l’intervista rilasciata da Borsellino a Canal+ in cui il giudice parlò dei rapporti dell’ex senatore con Berlusconi e Mangano
I magistrati della procura di Caltanissetta hanno chiesto ancora una volta l'archiviazione di Marcello Dell'Utri, coinvolto nell'inchiesta sulla strage di via D'Amelio. La posizione dell'ex senatore di Forza Italia (indagato anche a Firenze come mandante esterno delle stragi del '93) era già passata al vaglio dei pm nisseni (nelle ultime occasioni era stato iscritto nel registro con lo pseudonimo di Autore 2 assieme ad Autore 1, Silvio Berlusconi) ed era stata riaperta per via del sospetto che l’attentato che colpi Paolo Borsellino e la scorta fosse stato anticipato per via di un'intervista rilasciata da Borsellino ai giornalisti francesi di di Canal+ Pierre Moscardo e Jean Claude Zagdoun (alias Fabrizio Calvi), nella quale il giudice parlava dei rapporti tra Dell’Utri, l’allora imprenditore Berlusconi e il boss Vittorio Mangano. L’intervista, pensata come parte di un documentario, ebbe una storia tortuosa: nel 1993 Calvi pubblicò in Francia un libro sulla mafia senza menzionare lo scoop, e anche l’edizione italiana uscita per Mondadori - gruppo di proprietà di Berlusconi - lo ignorò. Solo nel 1994 un estratto comparve su L’Espresso e sei anni dopo Sigfrido Ranucci riuscì a trasmettere parte del video su RaiNews, tra molte difficoltà. 
Marcello Dell'Utri
La versione più nota arrivò al grande pubblico nel 2001, quando Michele Santoro la mandò in onda su Rai2. Nel 2009 Il Fatto Quotidiano acquistò i diritti e distribuì un dvd con la versione integrale di un’ora, oggi disponibile su YouTube.
Dopo l’archiviazione del 2002, la Procura di Caltanissetta è tornata sul caso nel luglio 2022, esattamente trent’anni dopo la strage. Il procuratore Salvatore De Luca e l’aggiunto Pasquale Pacifico hanno chiesto e ottenuto dal Gip Santi Bologna la riapertura dell’inchiesta su Dell’Utri e Berlusconi, ponendo al centro proprio l’intervista di Borsellino realizzata due giorni prima di Capaci. Tuttavia i magistrati non hanno, ad oggi, trovato elementi sufficienti per rinviare a giudizio l’ex senatore e hanno quindi chiesto l’archiviazione, a cui i familiari delle vittime potranno opporsi chiedendo un nuovo impulso d’indagine.
Foto © Imagoeconomica
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di Saverio Lodato
