“È stata ampiamente accertata la presenza di Bellini” alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, giorno in cui venne compiuta la strage più grave nella storia dell’Europa contemporanea. Come scrive la Suprema Corte la strage di Bologna è stata coordinata da “funzionari dei servizi segreti e da altri esponenti di apparati dello Stato "deviati", che a loro volta hanno risposto alle direttive dei vertici della Loggia P2, il cui capo indiscusso Licio Gelli ha sia direttamente finanziato la strage stessa, sia organizzato ripetutamente operazioni di depistaggio, anche mediatico, della stessa”.
Nonostante le motivazioni della sentenza della Cassazione uscite pochi giorni fa la figura di Paolo Bellini resta ancora pregna di misteri e domande.
In questa puntata, nel podcast di ANTIMAFIADuemila, Nero su Bianco, si parla di tutti i quesiti rimasti ancora senza risposta: cosa voleva dire Bellini quando davanti alla Corte parlò di ‘giuramenti’, dicendo che ‘poteva parlare’, che era sceso in Sicilia nel ’92 'su mandato del presiedente della repubblica'?
C’entra qualcosa la sua figura con le stragi del 1992-’93?
Certamente Bellini è stato protagonista di quella stagione: basti pensare alla Trattativa delle opere d’arte di cui ci siamo già ampiamente occupati; del suo collegamento con Nino Gioè; del fatto che sapesse della collaborazione di Gaspare Mutolo quando era ancora segreta; del fatto che Giovanni Brusca disse che fu Bellini a suggerire a Cosa nostra di colpire il patrimonio artistico dell’Italia.
Anche a distanza di molti anni determinate verità sembrano ancora lontane dall'essere scoperte. Paolo Bellini potrebbe a questo punto raccontare tutta la verità e svelare finalmente i nodi oscuri della nostra repubblica.
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