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La prima puntata del 2026 del podcast Duemila Secondi di ANTIMAFIAduemila è dedicata alla drammatica situazione in Iran e al referendum sulla separazione delle carriere. Nel Paese mediorientale, scosso da rivolte contro il regime teocratico, si contano già migliaia di vittime: alcune ONG parlano di oltre 12mila morti. Sullo sfondo, però, emergono interessi geopolitici di attori esterni.
L’Iran è un caso emblematico di come proteste legittime vengano infiltrate da forze straniere con obiettivi che vanno oltre il popolo iraniano”, spiega Francesco Ciotti. Le rivolte, ricorda, nascono da una grave crisi economica, aggravata dalle sanzioni e dal conflitto con Israele, ma sono state progressivamente radicalizzate. “Sosteniamo il diritto del popolo iraniano all’autodeterminazione, ma non possiamo ignorare le ingerenze esterne, sempre più evidenti”. Ciotti cita, tra gli altri elementi, un post dell’ex direttore della CIA Mike Pompeo e notizie Reuters su gruppi armati finanziati dagli USA. L’obiettivo, secondo l’analisi, sarebbe destabilizzare l’Iran per ridisegnare gli equilibri regionali anche in chiave anti-cinese: il 40% del petrolio diretto a Pechino passa dallo stretto di Hormuz. In questo contesto, assume rilievo la scelta di Arabia Saudita ed Emirati Arabi di negare lo spazio aereo a eventuali operazioni militari statunitensi, per evitare una “balcanizzazione” della regione. Il podcast affronta poi il referendum sulla separazione delle carriere: raggiunte le 500mila firme necessarie. “La partita è aperta”, commenta Luca Grossi. “I No stanno crescendo e il dibattito è tornato nelle piazze e nei media”. Secondo Grossi, la riforma non risolverà i problemi della giustizia, ma rischia di assoggettare il pubblico ministero al potere politico: “È un processo di progressiva barbarizzazione culturale che sempre più cittadini stanno iniziando a comprendere”. 

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