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Via d’Amelio: la Gip smentisce la Procura nissena e blocca l'archiviazione 

"Nell'ambito della ricerca della verità sulla Strage di via d'Amelio, la Gip di Caltanissetta Graziella Luparello il 19 dicembre scorso ha rigettato le richieste di archiviazione formulate dalla Procura di Caltanisetta per varie piste alternative a quella di mafia-appalti, in particolare per la cosiddetta 'pista nera', proprio quella che il procuratore De Luca nella prima parte della sua audizione in commissione Antimafia aveva definito 'zero tagliato'. Sempre la Gip Luparello ha disposto l'espletamento di nuove indagini suppletive, tra cui anche alcuni atti a sorpresa, che però il procuratore De Luca si sarebbe rifiutato di svolgere, proponendo ricorso in Cassazione per abnormità dell'atto. Di fronte a queste importanti novità, abbiamo chiesto formalmente alla presidente Chiara Colosimo che prima di procedere alla prosecuzione della audizione del procuratore De Luca, la Commissione Antimafia richieda e acquisisca l'ordinanza della Gip Luparello e il ricorso in Cassazione proposto dalla Procura. Solo dopo aver letto questi atti i componenti della Commissione saranno in grado di porre domande e formulare richieste di chiarimenti al procuratore De Luca, rendendo proficua l'audizione e senza trasformarla in un assolo della Procura". 
È questa la richiesta contenuta in un comunicato dei componenti M5S nella commissione Antimafia tra cui l'ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore Roberto Scarpinato, l'ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Michele Gubitosa e Luigi Nave. "Con buona pace del centrodestra che dopo l'audizione di De Luca aveva esultato in modo sguaiato e incompatibile con il rigore istituzionale cui tutti dovrebbero attenersi - si legge nella nota - secondo un giudice terzo bisogna andare avanti sulla pista nera e su altre piste, svolgendo indagini sin qui ancora non effettuate, perché gli elementi a disposizione ed i fatti da accertare sono rilevanti. E d'altra parte quanto portato alla luce dalla trasmissione Report di domenica scorsa è veramente molto importante per una seria ricostruzione di quel che è successo in Italia nella strage di Via d'Amelio e per comprendere le sue connessioni con quella di Capaci e con le stragi successive del 1993. E' da chiedersi per quale motivo la maggioranza che governa il nostro Paese continui ad osteggiare in tutti i modi, sin dall'inizio dei lavori della Commissione, anche l'approfondimento di tutte le piste diverse da quella di 'mafia-appalti' emerse nelle indagini che coinvolgono, nelle stragi del 92-93, soggetti esterni alla mafia e complici eccellenti, ed abbia invece come scopo esclusivo - più volte dichiarato anche con un profluvio di comunicati - di chiudere in fretta la questione delle Stragi, accreditando come verità ufficiale una versione che non offre alcuna spiegazione delle finalità di depistaggi posti in essere da esponenti di apparati statali e proseguiti a lungo negli anni successivi al biennio 1992-93. Stupisce anche il fatto che la maggioranza, sempre pronta ad accusare la magistratura di ogni nefandezza e a punirla con la riforma costituzionale, nella fattispecie intenda invece elevare le parole del magistrato De Luca a unica verità, sebbene le sue tesi non solo non siano state ancora avallate da alcun giudice terzo, ma per di più le indagini sin qui svolte su altre piste siano state ritenute inadeguate dalla Gip Luparello".  

Foto © Imagoeconomica 

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