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In una nota i membri del Movimento in commissione vigilanza Rai denunciano l’ennesima campagna di censura alla trasmissione 

"Anche il 2026 si apre all'insegna delle intimidazioni della maggioranza al giornalismo indipendente, ancora una volta contro Report, con comunicati che hanno il sapore chiarissimo della censura preventiva. Alla vigilia di una puntata che evidentemente fa paura, si alza un polverone per delegittimare il lavoro giornalistico, minacciare ispezioni, evocare complotti e dossieraggi senza uno straccio di prova. Anche mettere in mezzo un professionista come Bellavia sembra essere strumentale solo per attaccare la trasmissione che stasera manderà l'inchiesta sulle stragi. La domanda è semplice: di cosa hanno paura? Che emergano elementi nuovi su una delle pagine più tragiche della nostra storia repubblicana, le stragi di mafia?". A scriverlo sono gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai. "In un Paese normale, chi siede in Parlamento dovrebbe essere interessato a conoscere fino in fondo la verità, non a screditare chi prova a raccontarla. Qui invece si assiste all’ennesimo rovesciamento della realtà: il problema non sarebbero i fatti, ma chi li indaga e li rende pubblici. Non le zone d’ombra, ma la luce che qualcuno prova a puntarci sopra. L’attacco a Report e a Sigfrido Ranucci si inserisce in una strategia ormai evidente della maggioranza guidata da Giorgia Meloni: colpire il giornalismo indipendente quando tocca nervi scoperti. È già successo, succede ancora, e ogni volta il metodo è lo stesso: insinuazioni, minacce di esposti, pressione sulle istituzioni di controllo, tentativi di isolare e intimidire. Continuano a costruire un clima di sospetto utile solo a una cosa: evitare che si parli del merito delle inchieste, oggi anche in Commissione Antimafia, dove qualcuno sembra fare di tutto per rallentare, oscurare, insabbiare. Nessuno pensi di mettere il bavaglio a Report. Se Gasparri o altri non vogliono che si parli della "pista nera" ce ne faremo una ragione, ma il programma deve andare avanti", conclude la nota degli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai.

Foto © Imagoeconomica 

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