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L'intervento della scrittrice alla trasmissione "Il Timone" condotta da Daniele Biacchesi

Tina Anselmiè colei che ha segnato una gran parte della storia italiana; possiamo chiamarla una statista? Direi di sì. Ma è una persona schierata", una "partigiana. Lei si considerava una partigiana della democrazia e quindi, di conseguenza, si collocava da una certa parte”.
Sono state queste le parole della scrittrice - nonché biografa della prima ministra della repubblica italiana - Anna Vinci durante la trasmissione ‘Il Timone’ condotta da Daniele Biacchesi e andata in onda oggi alle 8.15 su Giornale Radio.
Tina Anselmi, ha ribadito il conduttore, è una figura “che mette insieme, da una parte, il cattolicesimo democratico e, dall’altra, una speranza progressista” tuttavia l’opposizione “a questo governo, che potrebbe essere incarnata anche nell’immagine di Tina Anselmi, non c’è”; anche se il Partito Democratico ha deciso di mettere il viso della presidente della commissione di inchiesta sulla P2 sulla propria tessera. “È una speranza quella, forse, del Partito Democratico di mettere insieme nel Pantheon una figura che mette insieme le varie anime che fanno parte di questo partito. Però forse il problema è più generale. Tina Anselmi veniva dalla Democrazia Cristiana, ma veniva anche dalla Resistenza, e oggi il fascismo è una realtà”, ha detto Biacchesi.
Inutile negarlo: essendo partigiana Tina si sarebbe certamente schierata contro questo governo senza ipocrisia.
Per questo Anna Vinci ha ribadito il suo “fastidio” le persone dicono “Tina è di tutti”. “Ma come, di tutti? Sicuramente lei si arrabbierebbe, avendo questo senso di libertà”. Quel senso di libertà proprio di una “partigiana della democrazia”.
Una ‘rivoluzionaria’ all'interno della classe politica, possiamo dire, capace di essere esempio per donne e uomini anche grazie a quel coraggio dimostrato nell’opporsi contro i centri di potere, soprattutto occulti, sfidandoli nella sua esemplare normalità, quando fu Presidente della Commissione Bicamerale Inquirente sulla loggia massonica di Licio Gelli.
‘La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati attraverso la responsabilità di tutto un popolo. Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace. [...] La democrazia ha bisogno di normalità, di condivisione, di dialogo, quindi in politica non ci sono, non ci dovrebbero essere mai nemici, ma avversari’ si legge nel libro “Storia di una passione politica” scritto da Vinci e Anselmi.
Quest’ultima disse che “politica è organizzare la speranza, e per dare speranza bisogna amare la gente”. 
È una frase che fa intendere come “mai lei lì si trovi bene in questo momento (sulla tessera del PD ndr): dava una grande importanza alle parole, detestava le parole inutili e soprattutto il vociare, urlare, litigare”. “Sono parole giustissime per questa vigilia di Natale, speriamo che lo continuino a essere. Io credo che mettere la foto di Tina su una tessera di partito voglia dire semplicemente che quella è la direzione che vuole prendere il partito, ossia organizzare. Ci tengo a sottolineare questo aspetto, perché siamo in un’epoca un po’ troppo disorganizzata: si dicono cose e poi si negano.
Però l’altra parola, seguendo l’indirizzo di Tina, la sua presenza nell’Italia con tutte le leggi che ha fatto, l’altra parola è amare. Lei detestava questo considerare l’altra parte.
E concludo questa frase dicendo proprio che, sorridendo come lei sapeva sorridere, come ci vede questo sorriso così vero che illumina il volto, lei diceva che l’importante è riuscire a dare ascolto agli altri.
Ma per dare ascolto bisogna essere in sintonia con se stessi, perché altrimenti, se tu non ti conosci, sei un po’ sperduta e non li puoi accogliere, gli altri”
, ha detto Anna Vinci ribadendo che “se tu hai l’orgoglio, la forza di mettere sulla tessera del tuo partito Tina Anselmi, vuol dire che ci credi. Non è una medaglietta per bambini, ma è un faro, è un modo di dire: noi vogliamo farcela”.

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