Il sociologo, intervistato da Alessandro Madron, denuncia le bugie italiane sulla guerra: “È una gigantesca disinformazione”
“Trump non sta uccidendo l'Europa come progetto, non sta uccidendo l'Unione Europea, sta uccidendo la classe governante dell'Unione Europea: sta uccidendo Macron, sta uccidendo Merz, sta uccidendo Ursula von der Leyen”. È con questo incipit che si apre l’intervista ad Alessandro Orsini, noto esperto di politica internazionale, chiamato ad analizzare le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla gestione della guerra in Ucraina da parte dei leader europei e le relative implicazioni geopolitiche. Dichiarazioni che, secondo Orsini, metterebbero a nudo l’incompetenza della classe dirigente europea, compresa la strategia di voler prolungare a ogni costo il conflitto per consentire il riarmo complessivo dell’area euro.
Ad ogni modo, secondo Orsini, le ragioni che stanno alla base dell’azione “deleterea” di Trump nei confronti dell’Unione Europea andrebbero cercate nel 22 gennaio scorso. In quella data Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione europea, ha tenuto un discorso in cui ha precisato che l’Europa “ha soldi e personale, ma non ha tempo”, e che la guerra in Ucraina starebbe offrendo all’Ue il tempo necessario per riarmarsi. Per Orsini quella frase è la chiave di tutto: la leadership europea considererebbe il conflitto una sorta di “cuscinetto temporale” per prepararsi militarmente.
“Non abbiamo tempo - ha spiegato Orsini - vuol dire che non abbiamo soldati, non abbiamo carri armati, non abbiamo munizioni, non abbiamo soldi, non abbiamo difesa antiaerea. Che è esattamente la situazione in cui si trova l’Italia”.
E a proposito dell’Italia, per il professore Alessandro Orsini, Meloni insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, “hanno lanciato questa gigantesca campagna di disinformazione”, sostenendo che “noi non abbiamo mai dato armi agli ucraini per sconfiggere i russi. Abbiamo dato armi agli ucraini affinché i russi non arrivassero a Kiev”. Una versione che, secondo Orsini, “è assolutamente falsa, perché tutta la documentazione della Nato dice che le armi sono state date non per impedire ai russi di arrivare a Kiev, ma per consentire a Zelensky di liberare tutti i territori occupati, Crimea inclusa, e quindi costringere Putin alla resa senza condizioni”.
Tutto questo mentre Kallas ha anche dichiarato che la posizione ufficiale dell’Unione Europea è che la guerra in Ucraina “deve andare avanti per molti anni”, proprio perché l’Ue non avrebbe le armi necessarie.
Secondo Orsini, Meloni, Crosetto e Tajani avrebbero dunque aderito all’idea di sconfiggere la Russia direttamente sul campo, nonostante l’Italia non disponga né di soldati, né di mezzi corazzati, né di una difesa aerea adeguata, né delle risorse economiche per sostenere un conflitto di quel tipo.
“Trump dice - prosegue Orsini - che questi corrotti, questi incapaci che hanno portato l’Europa in un disastro per seguire Biden non hanno armi, non hanno soldi, non hanno munizioni, non hanno difesa aerea. E quindi come pensano di poter sconfiggere la Russia sul campo di battaglia?”.
A questo quadro si aggiunge l’annuncio, nelle ultime ore, di un terzo piano di pace per l’Ucraina. Finora erano stati messi sul tavolo un primo “piano in 28 punti proposto da Trump” e un secondo “in 19 punti”, già respinto sia da Putin sia dallo stesso Trump. Ora ci sarebbe “un nuovo piano in 20 punti”, non ancora pubblico e atteso nei prossimi giorni.
Da ciò che è filtrato, Orsini spiega che questo terzo piano non prevedrebbe alcuna cessione territoriale da parte dell’Ucraina. Lo deduce dal fatto che Zelensky, dopo aver parlato con diversi leader europei, avrebbe ribadito: “Il mio piano di pace non prevede cessioni territoriali. Per nessun motivo al mondo farò concessioni territoriali”.
Nel nuovo piano, tra le ipotesi discusse, ci sarebbe - secondo Orsini - la proposta di “demilitarizzare alcune aree ucraine”, in particolare “le roccaforti nel Donbass”, pur lasciandole formalmente sotto controllo ucraino. Il noto sociologo ed esperto di politica internazionale considera questa ipotesi irrealistica e controproducente.
Per maggiore chiarezza, sintetizza così il contenuto della bozza: Zelensky avrebbe parlato con Starmer, Macron, Meloni e Merz, immaginando che città strategiche come Kramatorsk “rimangano all’Ucraina, però demilitarizzate”. E aggiunge: “È una delle nuove idee folli di questo gruppo di corrotti e di falliti che guida l’Unione Europea: prevedere nel piano di pace, per non fermare la guerra, la demilitarizzazione delle aree ucraine, delle roccaforti ucraine nel Donbass, che però rimarrebbero nelle mani dell’Ucraina”.
Altro nodo centrale è l’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato. Trump, intervistato da “Politico”, ha sostenuto che l’Alleanza avrebbe deciso già prima del 24 febbraio 2022 che l’Ucraina non sarebbe diventata membro. Un punto che Orsini ha contestato con forza. Lo ha fatto ricordando il vertice Nato del 14 giugno 2021 a Bruxelles e il paragrafo 69 del documento finale, in cui si “ribadisce la decisione di Bucarest 2008 secondo cui l’Ucraina diventerà membro della Nato”. Quel testo, spiega, non solo conferma la prospettiva di adesione, ma descrive anche una cooperazione stretta su riforme, interoperabilità, esercitazioni congiunte e sicurezza nel Mar Nero.
Insomma, per Orsini, questa è la prova che l’Ucraina era già stata trasformata in un “membro di fatto” dell’architettura militare occidentale, pur non essendo ancora formalmente all’interno dell’Alleanza.
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