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Ingroia: ''Giletti si è costituito parte civile perché vuole che venga ristabilita la verità. Baiardo colga l’occasione del processo per dirla tutta''

Comincerà il prossimo 11 febbraio 2026 a Firenze il processo contro il gelataio di Omegna e favoreggiatore dei fratelli Graviano Salvatore Baiardo. L’accusa è di favoreggiamento aggravato a favore di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri e per calunnia aggravata dall’agevolazione a Cosa nostra, ai danni del conduttore tv Massimo Giletti. Il processo, come ricostruisce puntuale oggi Il Fatto Quotidiano, graviterà soprattutto sulla presunta fotografia che Baiardo avrebbe mostrato in privato a Giletti. Uno scatto risalente al lontano ’92 ritraente il boss stragista Giuseppe Graviano insieme a Silvio Berlusconi e Francesco Delfino, generale dei carabinieri legato al Sismi più volte menzionato in alcuni dei processi sulle trame della Prima Repubblica. Baiardo avrebbe mostrato la fotografia (su cui ancora è incerta l’effettiva esistenza) nel febbraio 2023 a Giletti che “si è costituito parte civile”, spiega al quotidiano l’avvocato Antonio Ingroia, “non tanto per i danni, ma perché vuole che venga ristabilita la verità e speriamo che Baiardo colga l’occasione del processo per dire tutta la verità a partire da quella foto”. Una vicenda nella quale finiscono (perché citati nell’imputazione) anche i due fondatori di Forza Italia, Silvio Berlusconi (deceduto nel 2023) e Marcello Dell’Utri. Quest’ultimo è ancora indagato a Firenze nel processo sulle stragi del 1993 (Berlusconi, anche lui indagato, è stato archiviato dopo il decesso) e i termini dell’indagine, segnala Il Fatto, dovrebbero scadere questo mese. Ciò detto, sia Berlusconi che Dell’Utri sarebbero stati favoriti dalla menzogna di Baiardo sulla questione della foto. 
Per i pm il gelataio di Omegna avrebbe “negato la disponibilità di materiale afferente ai rapporti tra Silvio Berlusconi e Giuseppe Graviano, quali una fotografia ritraente gli stessi e il generale Delfino, risalente al 1992, pur avendone asseverata in precedenza l’esistenza nel corso di dialoghi con Massimo Giletti intercorsi di persona”. Baiardo va a processo anche per calunnia, perché incolpava Giletti falsamente sapendolo innocente il 27 marzo 2023, dicendo ai pm di non avere la disponibilità della foto e aggiungendo “che l’esistenza della stessa era un’invenzione di Giletti”. Di fatto accusava Giletti di aver mentito ai magistrati di Firenze che lo avevano sentito giorni addietro, il 23 marzo 2023 e ancor prima il 19 dicembre 2022 quando il conduttore aveva detto ai pm “che Baiardo gli aveva mostrato la foto (…) in un bar a Castano in orario serale riconoscendo Silvio Berlusconi”. Il reato di calunnia, come quello di favoreggiamento, è aggravato dall’aver agevolato Cosa Nostra “interessata a (…) non accreditare l’esistenza di accuse nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, legati all’organizzazione e parti, secondo l’ipotesi di accusa, dell’accordo stragista, funzionale allo scambio tra il compimento dei delitti citati e interventi sulla legislazione afferente al regime detentivo applicato ai detenuti per mafia”. 
Il gup del Tribunale di Firenze Fabio Gugliotta ha rinviato a giudizio Baiardo anche per il reato di calunnia ai danni del sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca

Misura aggravata per Baiardo

Il Fatto Quotidiano ricostruisce anche le ragioni che hanno portato all’inasprimento della misura cautelare di Baiardo, rispedito in carcere lo scorso 2 dicembre su ordinanza dello stesso gup. I pm hanno chiesto l’aggravamento della misura dei domiciliari, perché i carabinieri di Trabia avevano segnalato una presunta violazione degli obblighi: un soggetto non autorizzato sarebbe entrato in casa del gelataio a Trabia (in Sicilia). Si tratterebbe, segnala Il Fatto, di un dipendente della società della nettezza urbana, incensurato, sposato con la nipote di un mafioso della zona.  

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