La decisione del gup nell’inchiesta che vede il favoreggiatore dei Graviano indagato per calunnia ai danni di Massimo Giletti
Disposto l’arresto per Salvatore Baiardo. A deciderlo è il Gup di Firenze Fabio Gugliotta a termine dell’udienza preliminare di ieri nel procedimento che vede indagato l’ex gelataio di Omegna, già condannato per aver favorito la latitanza dei boss di Cosa nostra Giuseppe e Filippo Graviano, per calunnia ai danni di Massimo Giletti. Le contestazioni sono aggravate dall’aver voluto favorire Cosa Nostra. I magistrati della procura di Firenze Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio avevano chiesto, oltre al rinvio a giudizio, anche di sostituire gli arresti domiciliari per Baiardo con la detenzione in carcere per una presunta violazione cautelare. Baiardo sarebbe venuto meno al divieto di incontro nel perimetro dell’abitazione dove stava trascorrendo i domiciliari in Sicilia.
Questa mattina Baiardo parteciperà come oggi all’udienza preliminare che proseguirà davanti al Gup Gugliotta per decidere su due eccezioni preliminari sollevate dalla difesa rappresentata dall’avvocato di Baiardo, Roberto Ventrella. Stavolta però Baiardo non sarà a piede libero.
Ieri pomeriggio nell’udienza preliminare nel palazzo di giustizia di Firenze si è costituito anche Massimo Giletti come parte civile (difeso dall’ex pm Antonio Ingroia e dall’avvocato Mario Bovenzi). Baiardo è stato infatti indagato per calunnia aggravata dall’agevolazione a Cosa Nostra ai danni del conduttore televisivo per le sue dichiarazioni ai pm che negavano di aver mostrato a Giletti la fotografia che ritrarrebbe Silvio Berlusconi, il generale Francesco Delfino e il boss Giuseppe Graviano nei primi anni ’90. Baiardo è accusato anche di calunnia aggravata ai danni di un altro soggetto, il sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca.
Come riporta Il Fatto Quotidiano, Baiardo non ha chiesto riti alternativi pertanto c’è la possibilità che in un eventuale processo verranno chiamati a testimoniare in aula nomi come il sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo o Urbano Cairo, citati a sommarie informazioni nelle indagini da parte dei pm.
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