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Le più recenti riforme della giustizia come incidono sui cittadini? Il prossimo referendum costituzionale sulla separazione delle carriere che peso avrà? Ne abbiamo voluto parlare con il Presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini. "Questa riforma costituzionale non riguarda la separazione delle carriere - ha spiegato il magistrato - ma riguarda la modifica del rapporto tra magistratura e politica. Si smantella l'organo di difesa dell'indipendenza della magistratura, cioè il Csm, per far sì che la politica possa controllare in maniera incisiva l'attività dei giudici e dei pubblici ministeri. Nel suo spirito questa riforma vuole mettere spalle a muro i magistrati che sono sul punto di emettere decisioni sgradite alla maggioranza della politica di turno. E questo avrà implicazioni sia sul piano della giustizia penale che civile". 
Con Morosini abbiamo sviscerato i contenuti su cui gli italiani saranno chiamati a decidere nei prossimi mesi ed evidenziato i rischi che si nascondono dietro all'idea di riforma per i diritti dei cittadini e la democrazia. 
Tutto questo avviene in un momento in cui il Paese, negli ultimi anni, ha visto una serie di riforme penali particolarmente significative: dall'abolizione del reato di abuso d'ufficio al ridimensionamento del reato di traffico di influenze e la riduzione della possibilità di intercettazione nei procedimenti penali. Di pari passo vi è anche una continua limitazione della libertà di stampa. "Noi dobbiamo interrogarci su una cosa, se questa riforma ci porterà a dei giudici e dei pubblici ministeri più imparziali, se dopo la riforma i giudici ed i pubblici ministeri saranno in grado di trattare tutti i cittadini allo stesso modo e se tutti noi saremo 'uguali di fronte alla legge'. Vedendo le esperienze del passato, pre Costituzionali e osservando quanto sta accadendo  in diverse realtà, anche del mondo occidentale di oggi, io ho i miei dubbi che quella imparzialità e uguaglianza dei cittadini davanti alla legge vi sarà ancora dopo questa riforma".   

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