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“La strumentalizzazione delle parole di Nicola Gratteri, oltre a banalizzare il dibattito offende l’intelligenza dei cittadini italiani. È la prova di quanta paura faccia chi, come Nicola Gratteri, si esprime senza volere accondiscendere a nessuno degli schieramenti politici contrapposti.  Calato in questo contesto Giovanni Falcone per primo si sarebbe dichiarato contro la separazione delle carriere”. Lo scrive su Facebook Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Catania, in risposta agli attacchi che negli ultimi giorni sta subendo il procuratore capo di Napoli a mezzo stampa per aver richiamato un discorso di Falcone – poi rivelatosi non riscontrato – in diretta tv per contrastare la separazione delle carriere. “Anche se fu tradito da una élite correntocratica, nel suo famoso discorso nel quale auspicava una diversa professionalità del PM (per via del nuovo assetto del codice del 1989) egli mai accettò di scagliarsi contro la magistratura, che è fatta in gran parte di magistrati onesti ed operosi – scrive Ardita -. Questa è l’operazione rischiosa alla quale oggi si assiste: pretendere che i magistrati delusi, accogliendo la riforma, agiscano contro sé stessi e contro il bene della loro istituzione. Quello che ha spiegato Gratteri è che la magistratura separata è un pericolo per i cittadini e per la stessa politica. Non basta essere delusi dal proprio autogoverno - per motivi di carriera o altro - per disconoscere il modello ideale di una magistratura unitaria e indipendente. Lasciamo agli altri il ruolo di traditori delle istituzioni e dell’auto governo: ce lo ha insegnato proprio Giovanni Falcone, ed è questo il principio a cui si ispirano i magistrati veramente indipendenti. Lasciamo ad altri di schierarsi con la riforma, anche col silenzio, in previsione della probabile prevalenza del Sl al referendum. “Detto questo penso - conoscendo abbastanza questo mondo - che la se la riforma passerà i primi a pentirsene saranno quelli che l’hanno voluta – conclude Ardita -. E finalmente tutti comprenderanno il senso delle parole di Nicola Gratteri”. 

Foto © Paolo Bassani 

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