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Il fratello del giudice: “Bene, così ci sarà un processo sull’agenda rossa”

"Cosa c'è scritto nell'agenda rossa?" a questo quesito Salvatore Borsellino aveva risposto lo scorso luglio durante il convegno organizzato dalla nostra testata a Villa Trabia, in occasione delle commemorazioni della strage di via d'Amelio.
Il fratello del giudice e fondatore del Movimento delle Agende Rosse aveva ribattuto che a suo parere questa domanda doveva essere posta all'ex generale dei carabinieri Mario Mori. "Lui sicuramente lo sa - aveva detto - sicuramente l'ha letta e attraverso quello che c'è scritto in quell'agenda rossa, purtroppo, - vista l’influenza che ha sulla Commissione antimafia che sta letteralmente pilotando - riesce a mettere in atto questa strategia di occultamento delle verità”.
Di quelle parole lo stesso Mori, assolto a Palermo in tre procedimenti (l’ultimo è quello sulla cosiddetta Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra) e ancora indagato per le stragi del 1993 dalla Procura di Firenze, si è sentito offeso ed ha querelato Borsellino per diffamazione aggravata.
"Le indagini preliminari sono da considerarsi concluse - ha comunicato Salvatore Borsellino - e non deve essere avanzata, a parere del pm (Maurizio Bonaccordo, ndr), richiesta di archiviazione. Sono incriminato ai sensi dell’articolo 595, comma 2, per diffamazione aggravata, pronunciata in luogo pubblico, con l’aggravante dell’offesa consistente nell’attribuzione di fatti determinati. Dopo trenta anni di lotta per la Verità e la Giustizia sono io, fratello di Paolo Borsellino, ad essere incriminato. Ma ne sono contento. Finalmente, davanti ad un giudice, si potrà parlare del furto dell'Agenda Rossa".


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Mario Mori © Imagoeconomica


Ricostruendo il periodo storico in cui è avvenuto il fatto è certo che quelle considerazioni di Salvatore Borsellino erano successive di poche settimane da quanto era emerso nella puntata di Report in cui veniva evidenziato come Mori si sarebbe mosso per influenzare la Commissione parlamentare antimafia presieduta da Chiara Colosimo.
L'ex generale del Ros, infatti, era stato intercettato dalla Dia di Firenze mentre parlava con ex colleghi e giornalisti e il contenuto di quelle intercettazioni era stato ricostruito in tv dalle dichiarazioni di un investigatore anonimo.
Una fonte che la Presidente dell'Antimafia, smentendo qualsiasi condizionamento, aveva definito "fantasiosa".
Raggiunto da Il Fatto Quotidiano, il legale di Borsellino Fabio Repici ha già annunciato: "Per Salvatore Borsellino questo procedimento penale rappresenta l’insperata occasione di fare passi avanti sulla ricerca della verità, anche sulla sottrazione dell’agenda rossa. Per di più, poiché il diritto di difesa del fratello di Paolo Borsellino non è conculcabile da nessuno, chiederemo al procuratore Melillo e al procuratore De Lucia di attivarsi per metterci a disposizione le intercettazioni disposte su Mori dalla Procura di Firenze, che dimostrano proprio come il generale abbia pilotato l’attività della Commissione Antimafia”.

Tutta la Redazione di AntimafiaDuemila esprime la propria vicinanza e sostegno a Salvatore Borsellino. Ancora una volta saremo al suo fianco in questa battaglia.

Foto di copertina © Paolo Bassani

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