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L’intervista dell’ex procuratore generale di Palermo a 'La Stampa'

"I fatti emersi dall’audizione di Ranucci vanno molto al di là della specifica vicenda che riguarda Fazzolari e si inscrivono in un contesto inquietante: giornalisti autori di inchieste sgradite ai partiti di governo sottoposti a intercettazioni illegali da soggetti che restano fantasmi introvabili. Mentre la premier Meloni in Parlamento se ne lava le mani definendo l’argomento 'non importante'". Sono state queste le parole dell'ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore Roberto Scarpinato in un’intervista rilasciata a 'La Stampa' in merito all'audizione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci in commissione antimafia. 
Riassumendo: "Ranucci aveva appena riepilogato alcuni fatti inquietanti, che si erano verificati a seguito delle inchieste di Report. In precedenza, aveva dichiarato pubblicamente di essere stato attenzionato da uomini dei servizi su richiesta di Fazzolari. Ho posto la domanda per capire se avesse poi accertato che la notizia fosse infondata, oppure se la confermasse in tutto o in parte" ha spiegato Scarpinato aggiungendo che "rispondendo anche a una mia precedente domanda su alcune minacce subite dopo le inchieste di Report sugli omicidi Moro e Mattarella e sulla pista nera delle stragi, ha riferito altri fatti sui quali a mio parere sarà indispensabile un urgente approfondimento da parte del Copasir". 
"Non si può ritenere irrilevante il fatto che i servizi raccolgano informazioni sull’attività di Ranucci. Sarebbe gravissimo anche se dovesse escludersi un input di Fazzolari",
ha detto a 'La Stampa'. E poi ancora: "La linea Mantovano e del governo appare evidente nella formulazione dell’art. 31 del pacchetto di sicurezza. Siamo riusciti a non fare passare il primo comma, con il quale si volevano obbligare tutti gli esponenti della pubblica amministrazione a fornire informazioni ai servizi, in deroga alle norme sulla privacy e senza il preventivo controllo del Copasir, con il pericolo di creare una nuova Ovra. Purtroppo non siamo riusciti a impedire l’approvazione del secondo comma, che autorizza gli appartenenti ai servizi a dirigere e organizzare associazioni con finalità di terrorismo, con la garanzia della immunità penale. Una norma che fa venire i brividi a chi conosce la storia del nostro Paese". D'altronde "il problema è la peculiarità di questa maggioranza, che dall’inizio della legislatura ha dimostrato di essere indisponibile a qualsiasi reale dialogo con le forze di minoranza e di non tollerare manifestazioni di critica e di dissenso da parte della società civile". 
Ad ogni modo, al di là di ciò che emergerà, ci sono "responsabilità politiche gravi nell’assedio alla stampa e alla magistratura indipendenti, che, nella diversità dei loro ruoli, hanno in comune il compito di portare alla luce segreti scomodi e inconfessabili del potere". 
Per quanto riguarda l'attacco alla magistratura "assistiamo a un attacco senza precedenti a pubblici ministeri e giudici, che adottano decisioni sgradite al governo e che diventano a loro volta oggetto di intimidazioni, dossieraggi e macchine del fango. Ci sono agenzie di investigazione, come Equalize, gestite da ex appartenenti alle forze di polizia e dei servizi, che spiano e confezionano dossier ricattatori, nella vigile indifferenza di uomini degli apparati di sicurezza, che li frequentano e sembrano non accorgersi di nulla". 

Fonte: LaStampa 

Foto © Imagoeconomica 

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