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Secondo Orsini, il sarcasmo del presidente USA è stato scambiato per una dichiarazione seria. Forse perché conviene farlo 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato della questione ucraina, ma - come ha spiegato Alessandro Orsini su Il Fatto Quotidiano - in pochi sembrano aver davvero ascoltato. Forse, nessuno ha voluto capire. Eppure, il tycoon ha colpito l’Unione europea con un sarcasmo evidente. Peccato che le sue parole siano state prese sul serio. 
“Trump ha dichiarato che l’Ucraina, con il solo aiuto dell’Unione europea, può recuperare tutti i territori e spingersi addirittura verso Mosca, strappando intere regioni alla Federazione russa. Secondo il messaggio di Trump - ha precisato Orsini - con il solo aiuto dell’Ue, la guerra finirebbe con l’Ucraina che si espande territorialmente ai danni dei russi. Sarà Putin a supplicare Zelensky di restituirgli San Pietroburgo. Il vero pericolo non è l’assedio di Kiev, bensì l’assedio di Mosca”. Insomma, una provocazione evidente. Anzi, quasi certamente, una caricatura. Se si guarda oltre la superficie, il messaggio è semplice: se l’Europa è così sicura della debolezza della Russia, allora che combatta da sola. 
“Cara Unione europea - scrive il noto sociologo interpretando il messaggio di Trump - se è vero quel che dici, se davvero la Russia è uno Stato di cartone, allora puoi vincere senza gli Stati Uniti. Fate voi, io resto a guardare”. Chi ha preso - o ha voluto prendere - le dichiarazioni di Trump alla lettera, secondo Orsini dimostra una evidente “perdita della capacità critica”. Del resto, il sarcasmo del presidente americano è tutt’altro che raro: non è la prima volta che Donald Trump sostiene che l’Ucraina non ha le carte per vincere “questa partita” e che, prima o poi, dovrà accettare le condizioni imposte dal Cremlino. 
Ad ogni modo, a confermare che in Europa, più che non capire, si finge di non capire, c’è anche la reazione successiva al vertice in Alaska. L’Unione europea - ha osservato Orsini - ha reagito radicalizzando la propria posizione: ha chiuso ogni spiraglio di dialogo con Putin e si è impegnata a trasformare l’Ucraina in una potenza militare. Un “porcospino d’acciaio”, stando alle parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen
Eppure, i fatti parlano da soli. “Tutti i mezzi che la Nato poteva dare, li ha dati”, scrive Orsini. 
Missili Atacms, Himars, Storm Shadow, Scalp. Carri armati Leopard, Challenger, Abrams. Sistemi di difesa Patriot e Samp/T. Persino gli F-16. “E l’Ucraina perde comunque”.
A rafforzare questa già pessima diagnosi sono arrivate anche le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Non abbiamo più una difesa in grado di respingere nemmeno un attacco a nuoto di una tribù equatoriale”.  Alla luce di tutto questo, la domanda posta da Orsini è più che legittima: perché i media italiani non hanno evidenziato il tono sarcastico di Trump? La risposta - ha sottolineato Orsini - è che l’Italia è uno Stato satellite, “come la Bielorussia rispetto alla Russia”. Una nazione che non informa, ma che orbita “intorno alla Casa Bianca”.   

Foto © Imagoeconomica 

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