L’intervista al procuratore aggiunto di Catania sulle colonne del Fatto
Il presidente di Stellantis, John Elkann, ha chiesto la messa alla prova dopo l’accusa di truffa ai danni dello Stato formulata dalla procura di Torino. Al centro della vicenda ci sarebbero presunte tasse non pagate e artifici legati alla residenza della nonna, Marella Caracciolo Agnelli. Elkann, nel frattempo, starebbe versando all’Agenzia delle Entrate circa 183 milioni di euro tra imposte evase e sanzioni.
Per il procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, l’operazione può essere letta in modi diversi. “Se lo Stato avesse quale unico suo obiettivo quello di fare cassa potrebbe intravedersi qualche lato positivo - dice ai microfoni de Il Fatto Quotidiano -. Ma naturalmente occorre sempre capire quale sia la proporzione tra l’importo versato e quello evaso. Se, invece, guardiamo all’ortodossia di un sistema penale, al suo livello complessivo di equità e di pari trattamento tra cittadini, allora forse questi strumenti fanno sorgere qualche dubbio”.
La messa alla prova è stata ampliata con la riforma dell’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia. Si tratta di un istituto che sospende il processo e affida l’imputato a un ente: se l’individuo dimostra di aver preso coscienza dell’errore e di aver intrapreso un percorso di cambiamento, il procedimento viene dichiarato estinto. Nato per ridurre il carico dei tribunali e offrire un’opportunità a categorie fragili – minori, giovani, persone con dipendenze o soggetti in situazioni di marginalità – era tradizionalmente applicato a reati di minore allarme sociale. La sua estensione a reati puniti fino a sei anni di carcere, anche più gravi, solleva però dubbi di coerenza con le finalità originarie.
Ardita critica in particolare l’applicazione della misura a reati fiscali, finanziari e di corruzione, contesti che coinvolgono la classe dirigente e presuppongono scelte consapevoli e strutturate. “Ci sono reati per i quali la messa alla prova non ha proprio senso”, sottolinea. “Un tossicodipendente può dimostrare di non assumere più droga, un alcolista di aver smesso di bere, un motociclista spericolato di rispettare i limiti di velocità. Ma quale prova concreta può fornire chi ha commesso reati fiscali?”, conclude.
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