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In questi giorni, presso la Commissione Cultura della Camera, è stato avviato l’iter di esame in merito alla proposta di legge che prevede l’istituzione del Museo del terrorismo, in onore e memoria delle vittime civili e dei caduti delle forze dell’ordine e che dovrebbe essere gestito da una Fondazione di natura giuridica privatistica.
Un’iniziativa dell’onorevole Mollicone di Fratelli d’Italia che, oltre a escludere dal progetto la categoria dello stragismo, risulta decisamente superflua, se si considera che già esiste l’Archivio di Stato i cui documenti possono essere messi a disposizione di chi interessato.
Non si avverte pertanto il bisogno di dare vita, nella migliore delle ipotesi, a quello che appare l’ennesimo e uno dei tanti “poltronifici “di cui è popolato il nostro Paese, con il rischio che possa addirittura poi trasformarsi in una cassaforte blindata di documenti ai quali, come accaduto per altre Fondazioni con finalità simili, una volta acquisiti, venga inibito l’accesso e la consultazione. 
Peraltro, con un impegno di spesa anche inferiore rispetto a quanto verrebbe destinato al Museo del terrorismo (un milione di euro a partire già dal 2025) potrebbero essere ripresi e portati a termine progetti gia avviati.
Resta infatti ancora sospeso il processo di desecretazione degli atti inerenti alle stragi che hanno interessato il nostro Paese e, veicolare altrove detti fondi, sembra quasi una sorta di distrazione dell’attenzione dal suddetto processo che, interessando i segreti degli ultimi cinquanta anni di stragi, non è escluso che possa creare imbarazzo all’attuale governo.


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Federico Mollicone © Imagoeconomica


Esiste poi il tema della digitalizzazione dei processi che ha già portato risultati importanti nel processo sulla strage di Bologna e che, probabilmente, al Governo sembra essere sfuggito di mano, anche in termini di previsione dei possibili sviluppi cui avrebbe potuto dar luogo (come poi è avvenuto).
Forse anche per questo motivo, così come per la desecretazione, ora li si vorrebbe rallentare, se non addirittura archiviare, rivolgendo interessi e risorse economiche altrove.
Paolo Bolognesi, Presidente onorario dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, ha già avuto modo in una recente intervista di sottolineare il carattere di inopportunità della proposta di legge per la costituzione del Museo del Terrorismo.
Come Coordinamento nazionale delle associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati sosteniamo e facciamo nostre le posizioni di Paolo Bolognesi, oltre che per i motivi sopra esposti, anche per il fatto che, a oggi, altre sono le priorità se vogliamo portare avanti iniziative che siano concrete e non solo di facciata.
Nel ribadire le nostre forti perplessità, come Coordinamento Nazionale chiederemo alla Commissione Cultura della Camera di poter essere auditi, per esprimere e dettagliare la nostra posizione in merito, ritenendo di averne un interesse che legittima la richiesta e auspicandone un accoglimento favorevole. 

Il Coordinamento nazionale delle associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati 

FIRMATARI

Paolo Bolognesi 
Presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna 

Salvatore Borsellino
Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

Paolo Lambertini 
Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna 

Sergio Amato 
Figlio del Giudice Mario Amato, ucciso dai NAR

Nunzia Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Flora Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Paola Caccia
Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta

Giuseppa Catalano
Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

Tommaso Catalano
Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

Daniele Gabrielli
Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.

Roberta Gatani
Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

Luana Ilardo
Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.

Angela Manca
Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

Gianluca Manca
Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

Rosaria Manzo
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904

Manlio Milani
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia

Brizio Montinaro
Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

Donata Montinaro
Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

Nino Morana
Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Stefano Mormile
Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

Nunzia Mormile
Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

Federico Sinicato
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana

Franco Sirotti
Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus
   

Foto di cpertina © Paolo Bassani
  

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