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Il commento dello storico: “Il vecchio continente si fa guidare da Londra e resta diviso. Il suo destino sarà deciso da altri”

L’Unione Europea si è affermata come un’area di pace e di cooperazione capace di proiettare i suoi valori oltre i propri confini, determinando stabilità, benessere, crescita, fiducia. Non ha mai scatenato un conflitto, non ha mai avviato uno scontro commerciale. Al contrario, ha agevolato intese e dispiegato missioni di pace. Ha contribuito a elevare standard di vita e criteri di difesa del pianeta”. Se queste sono state le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto con un videomessaggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio, ben diverse sono state invece quelle di Luciano Canfora, ai microfoni del Fatto Quotidiano, nel commentare l’immagine di un’Europa dipinta come forza di pace.

Per farlo, lo storico e saggista, considerato tra i più autorevoli studiosi della storia antica e delle idee politiche, è partito da una semplice precisazione: “Mattarella non ha detto che ‘l’Europa’ non ha mai scatenato guerre, ma che non lo ha fatto l’Unione europea come entità politica”. È una distinzione importante, perché l’Ue non possiede un proprio esercito e dunque non può dichiarare formalmente guerra; al massimo può imporre sanzioni economiche, “perché non dispone di un comando militare unico. Quindi, formalmente, non può dichiarare guerra”.

Diverso il discorso per i singoli Stati membri, che invece hanno partecipato attivamente a conflitti recenti, come quelli in Jugoslavia nel 1999, in Iraq nel 2003 e in Libia nel 2011. L’Europa, insomma, non è uno Stato unitario. “La famosa battuta di Kissinger - ‘datemi il numero di telefono dell’Europa’ - resta valida: l’Europa come Stato non esiste, non ha una personalità giuridica che le consenta di dichiarare guerra. Ma i singoli Stati sì, e lo hanno fatto”.


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È proprio questo che smonta la retorica che vede l’Ue come garante della pace: i singoli Paesi, spesso agendo all’interno della Nato, hanno preso parte a guerre concrete. Anche oggi - ha fatto notare Canfora - l’Europa sembra lasciarsi trascinare nel conflitto ucraino da potenze esterne, in particolare dal Regno Unito, che peraltro non appartiene più all’Unione ma guida un gruppo di nazioni, “i cosiddetti volenterosi”, “una trentina di Paesi compresi Australia e Nuova Zelanda”. E aggiunge: “Dunque la frase di Mattarella, di per sé, non significa molto: è ovvio che l’Unione Europea non ha mai dichiarato guerre. Ma i Paesi europei che ne fanno parte, invece, sì”.

Un altro paragone, che secondo lo storico non regge, è l’accostamento dell’Unione Europea alle antiche Compagnie delle Indie. In pratica, il presidente Mattarella ha evocato le grandi corporation globali, paragonandole, appunto, alle Compagnie delle Indie: delle società commerciali create tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento dai principali Stati europei per monopolizzare i traffici con l’Asia, in particolare spezie, tè, tessuti e altre merci pregiate. “La Compagnia delle Indie è un’altra cosa - ha precisato lo storico -. Nasce nel XVI secolo, è parte integrante dell’espansione britannica, anzi la sua perla. Piuttosto, trovo significativo un altro punto del discorso: l’idea che il pericolo di guerra venga dalle cosiddette ‘autocrazie’”. È qui che Canfora si oppone con fermezza e per farlo cita Xi Jinping e un’analisi di D’Alema per sostenere che la Cina, oggi, agisce piuttosto come fattore di equilibrio globale. “Abbiamo ascoltato Xi Jinping che dice l’esatto contrario. Ho letto un’intervista di D’Alema, di ritorno da Pechino, che ha sottolineato come la Cina sia oggi un fattore di equilibrio, non di guerra. È una grande potenza economica, militare, demografica, e rappresenta un punto di riferimento per altri giganti come l’India. In questo senso - ha rimarcato Canfora - contrapporre una presunta superiorità morale dell’Europa alle autocrazie è un’operazione retorica. Ma non certo una novità”.

Insomma, secondo Luciano Canfora, l’Europa sembra essere in balia di una vera e propria condizione di profondo “coma” politico. “Perché ha abbandonato l’idea di trasformarsi in uno Stato federale. Sul piano militare si fa guidare dall’Inghilterra, che non ne fa parte. Sul piano economico è divisa su come rapportarsi ai presunti nemici. È un’incompiuta, e il suo destino sarà deciso da altri”.

Foto © Imagoeconomica

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