
Condanna di Onu e Macron. Trump si dice “non contento” della strage e Netanyahu promette indagine, ma la decisione di assumere il controllo di Gaza City "è inequivocabile"
Giornalisti, soccorritori e medici palestinesi sono stati massacrati ieri nell’ennesimo raid israeliano. Una ventina i morti ammazzati con la tecnica militare più criminale, quella del double tap, il doppio proiettile: il primo per far accorrere la gente, il secondo per farne carneficina. L’attacco è avvenuto ieri mattina all’ospedale al-Nasser di Khan Younis, uno dei pochi ancora non totalmente distrutti. Tra le vittime, 5 erano giornalisti, fotoreporter e cameraman che lavoravano per le testate internazionali Reuters, Al Jazeera, Independent Arabic e Associated Press, 8 erano operatori della Civil defence, la Protezione civile palestinese, 3 erano addetti della security dell’ospedale, 2 erano giovani dottori, un ragazzo e una ragazza. Il primo ad essere ucciso, con la telecamera in mano, è Hossam al-Masri. Ieri mattina stava facendo una diretta per la Reuters. La sua telecamera ha continuato a riprendere anche dopo l’esplosione. Il primo attacco è avvenuto alle 11.20, il secondo qualche minuto dopo e ha colpito la tromba di scale massacrando 17 persone, per lo più soccorritori e giornalisti. Tre ore più tardi, l’IDF ha confermato l’attacco, sostenendo che si sia trattato di un errore. Ufficiali militari hanno detto che un carro armato nei pressi del Nasser ha intenzionalmente mirato alla telecamera, “credendo che servisse per monitorare lo spostamento delle nostre truppe”. Una versione inverosimile secondo alcuni graduati dell’esercito che, in anonimo, hanno riferito ai quotidiani israeliani che quella è una zona notoriamente frequentata dai cronisti e piena di telecamere. Ancora meno giustificabile il secondo attacco, che ha ucciso altri reporter e i soccorritori andati a recuperare i cadaveri di al-Masri e di un’altra persona. La dinamica è talmente evidente che persino Netanyahu, per una volta, si è dovuto scusare pubblicamente per un atto che ha definito “tragico incidente”. Del resto lo stesso Donald Trump si è espresso sulla strage dicendosi “non contento”. Di tono decisamente duro sono state le del presidente francese Emmanuel Macron. L’attacco all’ospedale “è intollerabile", ha dichiarato, sollecitando Israele a "rispettare il diritto internazionale".
"I civili e i giornalisti devono essere protetti in qualunque circostanza. I media devono poter esercitare la loro missione in modo libero e indipendente per coprire la realtà del conflitto", ha scritto su X. “Altri giornalisti uccisi oggi. Si mettono a tacere le ultime voci rimaste che denunciano la morte silenziosa dei bambini durante la carestia. L'indifferenza e l'inazione del mondo sono scioccanti". Lo scrive su X il capo dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Unrwa, Philippe Lazzarini, commentando i raid israeliani sull'ospedale Nasser di Gaza che hanno ucciso cinque reporter. “I giornalisti non sono un obiettivo. Gli ospedali non sono un obiettivo”, afferma in una dichiarazione la portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ravina Shamdasani, dopo le notizie arrivate da Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. "L'uccisione di giornalisti a Gaza dovrebbe sconvolgere il mondo, non in un silenzio attonito, ma verso l'azione, chiedendo responsabilità e giustizia", aggiunge Shamdasani. Protesta la Foreign press association, che da 22 mesi chiede il libero accesso alla Striscia di Gaza. “Vogliamo una spiegazione dal governo israeliano per la strage”, che porta a 245 (secondo altri conteggi, 193) il numero dei cronisti e operatori uccisi durante la guerra. Protesta anche Reuters. Reuters, 'nostro cameraman morto mentre riprendeva attacco Idf’. “Il video in diretta dell'agenzia Reuters dall'ospedale, girato da Masri, si è improvvisamente interrotto nel momento dell'attacco iniziale, come mostrano le immagini della Reuters", scrive l'agenzia sul suo sito web. Come riportato in precedenza, dopo un primo attacco - in cui è morto al-Masri - l'Idf ha colpito ancora l'edificio dell'ospedale uccidendo gli altri tre giornalisti. Nel complesso, nell'attacco - realizzato con un drone - sono state uccise almeno 15 persone, tra cui almeno un membro della squadra dei soccorsi. Il primo ministro israeliano ha promesso un’indagine interna per stabilire chi ha dato l’ordine al tank di aprire il fuoco verso il Nasser che, in quanto struttura sanitaria, deve ricevere l’ok di un alto ufficiale. Ma ha ribadito che la decisione di assumere il controllo di Gaza City è “inequivocabile”. Mentre Trump, dalla Casa Bianca, rilascia dichiarazioni di senso opposto. “Entro le prossime due o tre settimane ci sarà una conclusione piuttosto buona e definitiva della guerra a Gaza”, ha detto il tycoon.
Intanto il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, il generale Eyal Zamir, durante una visita alla base navale di Haifa ha ricordato che “c’è un accordo per gli ostaggi sul tavolo, dobbiamo accettarlo”, riporta il The Times of Israel. Zamir ha poi aggiunto: "L'Idf ha creato le condizioni per un accordo, ora la questione è nelle mani di Netanyahu".
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