È passato un mese da quando, lo scorso 20 luglio, è deceduta Mimma Barbaro, vedova del giornalista di Barcellona Pozzo di Gotto Beppe Alfano, ucciso dalla mafia l’8 gennaio 1993. Da diverso tempo era ricoverata nell’ospedale Villa Sofia a Palermo, dopo aver dovuto sostenere la sofferenza di una malattia e anche l’attesa per la ricerca di una verità che ancora oggi non è completa.
Lo scorso luglio l’avevano ricordata i figli Sonia, Chicco e Fulvio con queste parole: "La nostra mamma è stata una donna di straordinaria bontà, sempre pronta ad aiutare tutti. Nonostante il dolore che la vita le abbia riservato, siamo certi che verrà ricordata per la sua solarità e gentilezza".
Da sinistra: Mimma Barbaro insieme ai figli, Sonia e Chicco, e, in uno scatto d'archivio, il giorno delle nozze con il marito Beppe Alfano
In particolare Sonia Alfano, ex parlamentare europea della Commissione antimafia, ha voluto sottolineare il suo sacrificio: "Mia madre si è spenta senza aver avuto il diritto sacrosanto di conoscere i veri volti di chi ha deciso l’omicidio di mio padre. Questa è stata l’ennesima fonte di dolore per una famiglia che da 32 anni vive esclusivamente di dolore e cui viene costantemente negata verità e giustizia".
Ad un mese dalla sua scomparsa vale ancora il grido di giustizia e verità che lo scorso gennaio, per voce della stessa Sonia, si è levato contro i mandanti che hanno voluto la morte di Beppe Alfano: "Fate attenzione, perché se quelle mani ve le guardate bene le avete ancora sporche di sangue. Forse avete fatto male i vostri conti perché noi non ci fermeremo davanti a nulla e nella maniera più totale. Questa famiglia non è soltanto la famiglia di Beppe Alfano, è la famiglia di una persona che negli anni è stata vilipesa, offesa, martoriata con la complicità di alcune istituzioni. Noi questo non lo permetteremo più, non lo permetteremo a nessuno".
In foto di copertina: Mimma Barbaro e Sonia Alfano salutano Papa Francesco. Immagini tratte da Facebook
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