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Nel mondo 12 mila testate atomiche: l'umanità a 89 secondi dallo sterminio


Questo articolo, che riproponiamo ai nostri lettori, è stato scritto in data 06-08-2025


Mancano 89 secondi alla mezzanotte nucleare.
Il 28 gennaio di quest'anno, lo strumento simbolico ideato nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists ha segnato il "record" negativo di tempo che separa il mondo dalla sua fine.
Nel 2017 si parlava di "minuti", oggi di secondi; il perché si capisce benissimo.
Trump manda i suoi sottomarini nucleari sempre più vicini alla Federazione Russa, mentre la cloaca nazista europea continua ad abbaiare urlando "premiamo il pulsante!” e i "moderati" parlano di "deterrenza" o "ombrello nucleare": vedi Macron, Starmer e Mark Rutte, segretario olandese della Nato, l'organizzazione terroristica e assassina che ha accerchiato la Russia per oltre sessant'anni, penetrando nei paesi dell'ex patto di Varsavia.
Nel frattempo, Israele (che ha armi nucleari) attacca l'Iran (che non ha armi nucleari) con la scusa che il regime dei pasdaran le stava per produrre.
La follia di oggi non ha nulla da invidiare a quella di ieri: a gennaio 2024 Amihai Ben-Eliyahu, noto come Amihai Eliyahu, Ministro per gli Affari e il Patrimonio di Gerusalemme del partito ultranazionalista Jewish Power (Potere Ebraico) aveva auspicato l'uso dell'arma atomica contro Gaza. Il nazista Benjamin Netanyahu non è stato (fino ad ora) dello stesso avviso ma il genocidio della popolazione palestinese rimane comunque l'obbiettivo dello stato fascio-sionista.
Tornando alla storia tutti ricorderanno che fu Harry S. Truman, 33esimo presidente degli Stati Uniti, a ordinare ottant'anni fa di bombardare le città nipponiche con due ordigni nucleari. Ma a che scopo? 
Gli storici di regime dicono che il Giappone non ne voleva sapere di arrendersi e quindi, alla fine, fu "una scelta obbligata" per salvare le vite dei soldati. Una retorica autoassolutoria che offende l'intelligenza. 
Ma si sa che gli USA sono bravi a mentire: chi si ricorda della fialetta che Colin Powell sventolò il 5 febbraio 2003 davanti all'ONU per giustificare l'invasione dell'Iraq? 
Anche all'epoca una potenza (l'America) nucleare invase e distrusse un paese che, alla fine, si scoprì non avere armi atomiche.
Il giochetto è sempre lo stesso e gli unici a non capirlo sembrano essere proprio gli europei, a partire dalla 'maggiordoma' Ursula von der Leyen fino alla premier Giorgia Meloni.
Non serve certamente un calcolatore futuristico per capire che in caso di guerra atomica sarà l'Europa il continente più colpito. Ma torniamo alla domanda di prima: perché gli USA hanno quindi deciso di sganciare non una, ma ben due bombe atomiche, quando si conoscevano la potenza distruttiva e gli effetti radioattivi a lungo termine di questi ordigni? 
“Little Boy” (la prima bomba sganciata) causò a Hiroshima, entro la fine del 1945, circa 140.000 morti, oltre a un aumento dei tassi di cancro e malattie croniche tra i sopravvissuti, riporta ICAN (The International Campaign to Abolish Nuclear Weapons); mentre a Nagasaki, entro la fine del 1945, il conteggio salirà a 74.000 morti.
Secondo Peter Kuznick, professore associato di storia all'American University di Washington D.C. e direttore dell'Istituto sugli studi nucleari, le bombe sono state usate dagli USA come “avvertimento ai sovietici, se questi avessero cercato di interferire con i piani statunitensi in Europa o nel Pacifico”.
Oggi sono passati 80 anni. 
Hiroshima e Nagasaki furono i primi e finora gli unici episodi di utilizzo della bomba atomica in guerra, sugli esseri umani, oltre che civili. 
Oggi si stima che nel mondo esistano oltre 12.000 testate nucleari, di cui la maggior parte è posseduta da USA e Russia, che controllano circa il 90% del totale. Molti arsenali sono in fase di modernizzazione, con una riduzione numerica rispetto alla Guerra Fredda, ma un aumento della precisione e versatilità delle armi, stando al SIPRI (l'Istituto per la ricerca sulla pace di Stoccolma) e alla Federazione degli scienziati americani. 
Qualcuno diceva: le armi nucleari, se le hanno tutti, garantiscono la pace. 
Cioè: se tutti in una stanza sono armati, sicuramente nessuno sparerà. 
Peccato che nel mondo esistano gli psicopatici e gli assassini, quelli che oggi sono ai vertici delle nazioni.
L’olocausto nucleare sembra oggi più che mai possibile: si deve solo sperare che qualcuno decida di portare in cura i potenti del mondo e rinchiuderli dove non possano mai più fare del male al prossimo.

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