“Basta! Basta con la strage di innocenti a Gaza. Basta con le guerre, sono tutte sbagliate!”. Così Vasco Rossi, il rocker di Zocca, ha trasformato il palco della Visarno Arena di Firenze, durante il concerto del 7 giugno, in una tribuna di denuncia contro l’orrore del genocidio palestinese e il regime di Benjamin Netanyahu. Brandendo una bandiera della pace donatagli da Don Luigi Ciotti, Vasco ha rotto il suo proverbiale riserbo, parlando al cuore dei suoi fan con una forza che ancora oggi, rilanciata attraverso le immagini postate sulla sua pagina Facebook, risuona come un monito ineludibile. “Io non parlo mai molto perché le mie canzoni già dicono tutto. Voi capite benissimo quello che penso, da che parte sto perché conoscete le mie canzoni, ma voglio dirlo chiaramente qua. Cantarle chiare, come si dice. Allora, basta! Basta! Con la strage di innocenti a Gaza. Basta! Con la strage delle persone civili, degli uomini, delle donne, dei vecchi, dei bambini per colpa delle bombe. Basta con le guerre, con tutte le guerre. Nessuna guerra è giusta. Tutte le guerre sono sbagliate”, ha dichiarato e non si è fermato: “Tutte le guerre sono contro l’umanità. Mi sembra quasi scontato dirlo. Chiaro che siamo tutti contro la guerra. Chi è d’accordo con la guerra? Solo i farabutti che le scatenano. Solo i farabutti che le dichiarano. Sono le carogne che ci guadagnano vendendo le armi e guadagnando sopra le persone che muoiono”.
Il contesto è drammatico e urgente. La guerra a Gaza, orchestrata dal governo di Benjamin Netanyahu – un fascista che guida un regime criminale – ha trasformato la Striscia in un mattatoio di civili, con migliaia di morti sotto i bombardamenti indiscriminati. Vasco ha puntato il dito contro questa barbarie: “Le guerre vanno bene solo a quei farabutti lì che governano questo mondo, che le scatenano e poi sono nascosti dentro ai bunker perché sono dei vigliacchi”.
Il paragone è durissimo: il sionismo estremista, con le sue politiche di apartheid e pulizia etnica, perpetra le atrocità del passato.
“Noi siamo per la pace, chiaro. Pace, amore e musica. E amore sopra la paura e anche l’amore sopra l’odio. Ci stanno veramente facendo diventare pazzi con l’odio. Stanno sobillandoci tutti con la confusione dei social, con tutto”, ha aggiunto, denunciando la propaganda che cerca di giustificare l’ingiustificabile.
Da anni, apprezzando la musica di Vasco Rossi, abbiamo sempre dissentito sui suoi silenzi, sulle guerre sparse nel mondo, sulla mafia, ma in questa occasione ha dato risposta di essere un uomo saggio e un grande artista. Certo, l’influenza di Don Ciotti, con il suo impegno per la giustizia sociale, ha senza dubbio scosso l’anima di Vasco, spingendolo a prendere posizione contro un sistema di oppressione che non può più essere taciuto. “Io non parlerò più, questa è la prima e l’ultima volta. D’ora in poi solo le mie canzoni parleranno per me, ma questa volta volevo dirlo”, ha concluso.
Netanyahu e il sionismo estremista, con le loro politiche di morte, sono i veri nemici della pace. Firenze, quella sera, non ha solo ascoltato un concerto: ha vissuto un momento di lotta per la giustizia e la pace.
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