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La scrittrice intervistata da ANTIMAFIADuemila: “La presidente della Commissione non rappresenta uno Stato democratico

Dopo la foto con Ciavardini la presidente Colosimo ha chiesto scusa alle vittime di mafia e terrorismo. Non doveva chiedere perdono ma andarsene perché non rappresenta uno Stato democratico e offende le persone perbene”. Così Anna Vinci, scrittrice e biografia di Tina Anselmi, parla dallo studio di Teleischia ad ANTIMAFIADuemila in un’intervista proiettata a Villa Trabia in occasione della conferenza “Strage Borsellino, tutta la verità!” organizzata ieri sera a Palermo. Anna Vinci ha di recente pubblicato un libro sulla storia di Michele Riccio, “La strategia parallela” (Zolfo editore), colonnello dei carabinieri che si occupò di terrorismo e poi di mafia, gestendo il percorso verso la collaborazione con la giustizia di Luigi Ilardo, ucciso da Cosa nostra il 10 maggio 1996. La scrittrice, nell’intervista rilasciata ad Aaron Pettinari, ripercorre le diverse peripezie che ha dovuto affrontare il colonnello durante la sua carriera, tra ostacoli e delegittimazioni di Stato. Muri di gomma e attacchi di ogni sorta che subì, prima di Riccio, anche Tina Anselmi negli anni in cui era presidente della Commissione d’inchiesta sulla P2. Parallela è la strategia eversiva dello Stato profondo contro cui si scontrarono entrambi e parallela è anche la loro storia, commenta la scrittrice, che ritornando alla Commissione Antimafia si chiede perché non sia “mai stato chiamato il colonnello Michele Riccio?”. “Questa domanda - conclude - mi fa venire in mente tante cose subite da Tina”.

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