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Lo storico a Radio Cusano: “Il cancelliere tedesco Merz è pericoloso. Quello che non riuscì a fare Hitler, potrebbe farlo lui” 

Da Bonaparte nel 1800, da Pietro il Grande nel 1700, la Russia è sempre stata invasa da Occidente”. A spiegarlo è Luciano Canfora, storico e intellettuale di lungo corso, che ai microfoni di Radio Cusano Campus ha offerto una lettura storica e critica dell’attuale conflitto tra Russia e Ucraina, del ruolo dell’Occidente e, più in generale, delle tensioni geopolitiche che si stanno vivendo in Europa. Un’analisi che parte da lontano, quella di Canfora, dal 1918: “Quando nacque la Russia sovietica”, “si provò a strangolarla nella culla con un intervento militare inglese, francese, cecoslovacco e perfino italiano”. Solo grazie a un’azione diplomatica dell’allora presidente americano Woodrow Wilson - ha puntualizzato lo storico - si riuscì a evitare un’escalation che avrebbe potuto sfociare in un nuovo grande conflitto. Eppure, nonostante questo, l’Occidente ha continuato a tenere la Russia in una posizione di isolamento e grande diffidenza, riconoscendola come Stato solo molto tardi. La svolta arrivò con la Seconda guerra mondiale, quando “nel 1941 arriva l’attacco tedesco, ma la Russia reagisce in maniera corale, nazionale”, consolidando una cintura di sicurezza intorno ai propri confini. Con la caduta dell’Unione Sovietica, non tanto in quanto entità statale, ma come struttura politica, si apre un nuovo capitolo. La NATO, trainata dagli Stati Uniti, si espande lentamente verso Est, riducendo drasticamente quello spazio di sicurezza che per la Russia era cruciale. Ecco, “la causa del conflitto tra la Russia e l’Ucraina è proprio questa”: l’espansione incontrollata della NATO. Per questo stesso motivo, la pace potrà tornare solo quando verrà riconosciuto il bisogno di una nuova architettura geopolitica, in cui le aree potenzialmente in conflitto vengano separate da zone cuscinetto.


Nuovi Goebbels in Europa?

L’analisi di Luciano Canfora si sposta sulla Germania e in particolare sul nuovo cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Una figura inquietante, secondo lo storico, nonché espressione dell’ala più conservatrice della politica tedesca e impegnata a portare avanti una retorica molto pericolosa, che punta a fare della Germania la maggiore potenza armata in Europa.
Per spiegarlo, Canfora ha ricordato le parole pronunciate dal cancelliere tedesco Merz: “Avremo in Germania il più potente esercito di tutta l’Europa”. Poi aggiunge: “Non escludo che, come ha fatto Israele, che si è impadronita della bomba atomica senza averne il permesso, anche la Germania voglia arrivare a questo. Quello che non riuscì a fare Hitler, perché non arrivò a tempo a fare l’atomica, potrebbe riuscire a Merz”. Il cancelliere tedesco - ha proseguito lo storico - è un pericolo proprio perché cerca di alimentare l’idea di una minaccia russa inesistente. Si tratta di una propaganda che ignora volutamente la storia: “La Russia non ha mai attaccato a Occidente in tutti i suoi secoli di storia. Quella di Merz è una menzogna spudorata che mira ad accentuare la tensione fino ai limiti che potrebbero diventare insostenibili”. Le critiche di Canfora non risparmiano nemmeno il governo italiano, che sta portando avanti una posizione che appare chiaramente “paradossale”. Il governo di Giorgia Meloni guarda contemporaneamente agli Stati Uniti di Donald Trump - che, a parole, vorrebbe trattare per la pace - e alla Germania militarista di Merz. Ma non si può - ha osservato - essere amici di entrambi: “Trump, ammesso che riesca davvero a incidere, propone il disarmo e il dialogo, mentre Merz spinge per il riarmo totale”. Seguire entrambi sarebbe illogico. “È una politica contraddittoria”.


Le vecchie abitudini sono dure a morire

Canfora, durante il suo intervento a Radio Cusano Campus, ha voluto ricordare un altro preciso momento storico, più recente: l’attacco avvenuto nel 1999 ai danni della Jugoslavia, con i bombardamenti della NATO su Belgrado, avvenuti senza un mandato delle Nazioni Unite. Praticamente, un’aggressione illegale. “Se non ricordo male - ha proseguito Canfora - il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, era il ministro della Difesa nel governo D’Alema, che nel ‘99 ha partecipato all’attacco assolutamente ingiustificato contro la Jugoslavia. Anche allora fu violato il cosiddetto principio del diritto internazionale”. E aggiunge: “Consiglio memoria, coerenza e autocritica”.
D’altronde, l’identità europea non ha mai mostrato segnali tipici di un continente pacifico. “L’Europa ha provocato ben due guerre mondiali. La seconda è stata peggio della prima. Avvenuta, sostanzialmente, per spinta imperialistica e violenta. Nella Prima guerra mondiale addirittura si volevano spartire il mondo togliendo spazio alla Germania per darlo a Francia e Inghilterra. L’Europa ha colpe spaventose. Ipocrisia a non finire”. Ora, dopo una fase in cui l’Europa ha perso rilevanza militare e si è mostrata più “buona”, sta risorgendo una volontà di potenza bellica in alcuni suoi leader: Merz in Germania, Macron in Francia e Starmer nel Regno Unito, che - pur essendo uscito dall’UE - continua a influenzarla pesantemente. Si tratta di un ritorno di fiamma bellicista che, oltre a rappresentare un segnale tanto grave quanto pericoloso, conferma anche quanto l’Europa sia tendenzialmente incline ai conflitti. Insomma, “se c’è una caratteristica dell’Europa, è proprio quella di provocare guerre”.

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