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Fare altrimenti avrebbe significato alimentare i sospetti sulle ingerenze del generale emerse dallo scoop di Report

Aveva destato parecchio scalpore mediatico l’ultima inchiesta di Report sui condizionamenti dell’ex generale del Ros Mario Mori nei lavori della Commissione parlamentare Antimafia sulle stragi. Ora la presidente Chiara Colosimo si è trovata “costretta” a chiedere alla procura di Firenze, dove l’ex generale è indagato per non aver evitato le bombe del 1993 (“nonostante fosse stato informato”), le registrazioni sulle ingerenze di Mori. 
A illustrare la richiesta di acquisizione delle intercettazioni è stato il gruppo dei 5Stelle della Commissione, a nome di Federico Cafiero de Raho. La presidente Colosimo non ha potuto fare altro che assecondare, soprattutto per evitare ulteriori danni d’immagine: rifiutarsi avrebbe significato alimentare i sospetti sollevati dalle opposizioni e quindi confermare quanto testimoniato dalla fonte di Report. "Oggi nell'ufficio di presidenza della commissione Antimafia che avevamo richiesto, abbiamo sollecitato la presidenza affinché richieda immediatamente alla Procura di Firenze di trasmettere le intercettazioni delle conversazioni del generale Mario Mori, svelate dalla trasmissione Report, in cui parlando con esponenti della maggioranza indirizza e influenza i lavori della Commissione”, avevano scritto ieri gli esponenti dei 5Stelle della Commissione. “La presidenza ha detto che lo farà, come d'altra parte è suo dovere fare, anche alla luce di recenti precedenti. Dalla trasmissione Rai abbiamo sentito che il generale Mori, indagato per le Stragi del '93, rivendicava orgogliosamente questa gravissima condotta e che teneva interlocuzioni riservate con alcuni parlamentari, ottenendo che su sua richiesta venissero nominati come consulenti persone di sua fiducia”. Sull’inchiesta di Report, Mori ha presentato un esposto per rivelazione di segreti d'ufficio. Una conferma indiretta dell'esistenza di queste conversazioni che indirizzavano i lavori della Commissione, commentano Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero de Raho, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato. Ora la Commissione ha chiesto ufficialmente l’acquisizione di quegli atti. 
Al comitato di presidenza gli esponenti della maggioranza non hanno potuto sollevare barricate anche perché c’è già un precedente, ad opera della maggioranza tra l’altro: la vicenda delle conversazioni intercettate (penalmente irrilevanti) tra Roberto Scarpinato e l’ex membro del pool antimafia Gioacchino Natoli, indagato a Caltanissetta per favoreggiamento in merito all’archiviazione del fascicolo su mafia e appalti. L’inchiesta contro Natoli è ancora in corso e questo non ha impedito alla Commissione di acquisire le intercettazioni. Lo stesso deve valere anche per Mori. Adesso sta ai magistrati di Firenze decidere se trasmettere o meno le carte a Palazzo San Macuto. 

Foto © Imagoeconomica

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