Il quotidiano degli Angelucci ha accusato Report di farsi passare dossier dalla banda di hacker ma in realtà ad avere rapporti con Equalize sarebbero i giornalisti di Sallusti
Volevano delegittimare Report e sono finiti per delegittimarsi da soli. Succede a quelli de Il Giornale di Angelucci. Da giorni il giornalista Luca Fazzo sta conducendo una crociata (l’ennesima del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti) contro la trasmissione di Rai 3 e contro il conduttore Sigfrido Ranucci, accusando Report di farsi passare “dossier sottobanco” dalla squadra di spioni ed hacker della Equalize, la società di Enrico Pazzali e Carmine Gallo finita nel mirino della Dna e della Dda di Milano con l’accusa di aver spiato circa 800mila cittadini (tra cui cariche di Stato, vip e parlamentari) e aver venduto i dossier a soggetti spregiudicati. Una delle persone che avrebbe approfittato di questi servizi, secondo Il Giornale, sarebbe proprio Sigfrido Ranucci e alcuni dei suoi giornalisti di punta come Giorgio Mottola. Al centro dell’accusa del quotidiano i dialoghi, intercettati dai carabinieri, delle teste della società finite nell’inchiesta. In particolare, un’intercettazione del 23 febbraio 2024 che riporta una conversazione in cui Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano e principale azionista di Equalize, afferma: “Oggi vedo Sigfrido Ranucci”. In un’altra intercettazione, il braccio destro di Gallo, l’hacker Samuele Calamucci, racconta di aver passato informazioni a Ranucci: “Lui mi ha detto procedi, è insalvabile… Sigfrido…”.
Inoltre, Calamucci ha dichiarato agli inquirenti di aver avuto contatti diretti con Giorgio Mottola, inviato di Report, sostenendo di avergli fornito materiale informativo. Mottola ha respinto con fermezza tali affermazioni, dichiarando: “Non ho mai incontrato, né conosciuto né avuto contatti con Davide Calamucci o Carmine Gallo”. Anche il conduttore di Report ha respinto ogni accusa. “Report non lavora su dossier ma con puro spirito giornalistico, né da parte nostra sono state date informazioni agli spioni: noi abbiamo il vizio di pubblicarle le notizie”, ha affermato Ranucci. "Ricordo che Equalize aveva rapporti con ministri e politici del centrodestra, che ora sono spariti dal resoconto dei giornali. Non mi sorprende - ha aggiunto in un post su Facebook - l'ennesimo attacco per delegittimare Report e uno dei suoi inviati di punta come Giorgio Mottola, su cui riponiamo la massima fiducia. 
Oltretutto Mottola non ha mai avuto contatti con lo spione in questione. Non mi sorprende neppure che a scrivere l'articolo sia il Giornale degli Angelucci, a firma di Luca Fazzo, sospeso dall'Ordine dei giornalisti, allontanato prima da La Repubblica, per i suoi rapporti di sudditanza proprio con Marco Mancini e il Sismi nel 2006. I nipotini di quel Pio Pompa che di dossier se ne intendevano eccome per delegittimare politici, magistrati e giornalisti nemici. A volte ritornano, o forse non se ne sono mai andati". Non solo. Tra le migliaia di pagine di atti depositati nell'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Varese, coordinate dal pm della Dda Francesco De Tommasi, spunta proprio il nome di Luca Fazzo. Di lui parlavano i patron della Equalize Enrico Pazzali e Carmine Gallo. “Si ma ne ha fatte tante lui figurati, una in più o una in meno… ha fatto pure su FONTANA, mica… che significa?! (ride)… no … ragionaci anche tu un attimo!”, diceva Gallo. “Lo so, ci vorrebbe qualcuno… REPORT sarebbe interessante!”, rispondeva Pazzali. E Gallo ragionava ancora: “O REPORT… o REPORT… o boh… lo devo chiedere a GIUZZI o a… coso là… a come si chiama? A… a LUCA FAZZO!”. Su Facebook Ranucci commenta: “Luca Fazzo, il giornalista che sta infangando Report in questi giorni. Era proprio lui il punto di riferimento degli spioni all'interno del Giornale degli Angelucci. Il paradosso è che gli stessi spioni pensano di rivolgersi a Report perché ci giudicano più bravi di lui. Siccome nessuno di Report ha incontrato spioni di Equalize, in mancanza di meglio hanno incontrato Fazzo?”, si chiede Ranucci. E ancora, “se, si, ha raccolto o dato informazioni? AngeIucci è un parlamentare della maggioranza, il Gruppo Angelucci editoriale gode di contributi pubblici, ma raccoglie anche tanti dati sanitari. Qual è il rapporto tra il giornalista de il Giornale e gli spioni?”. Evidentemente molto buono. E a certificarlo sono le immagini contenute nell’informativa dei Carabinieri di Varese che immortalano Calamucci e l’investigatore privato Massimiliano Camponovo nella sede de Il Giornale. I due della banda “erano di casa a Il Giornale”, accusa Ranucci. “Mentre nell'informativa - precisa sempre Ranucci - non c'è traccia di effettivi contatti tra Report e gli spioni né di appalti contratti da Report, come falsamente riportato da Luca Fazzo de Il Giornale. Emerge che gli stessi erano di casa al giornale che fu di Paolo Berlusconi, oggi di Angelucci”. “È normale che un Giornale che appartiene a un Gruppo che usufruisce di finanziamenti pubblici e controlla dati sanitari possa ospitare chi è in contatto con una centrale di spionaggio?”. Il conduttore poi annuncia: “Presto altre prove dei contatti tra spioni e chi cerca di buttare fango su Report e non guarda in casa sua”.
Foto © Paolo Bassani
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