La Cassazione ha stabilito che Salvatore Baiardo, già condannato in passato per aver favorito la latitanza dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, dovrà andare in carcere.
A riferirlo è un articolo di 'Repubblica'.
La decisione arriva dopo un lungo percorso in cui le vicende coinvolte riguardano diversi aspetti ancora al vaglio della magistratura.
Ma andiamo per ordine.
Il nome di Baiardo è salito alla ribalta, prima con le dichiarazioni rilasciate all’inviato di "Report" Paolo Mondani in cui rivelò che Graviano e i servizi segreti avrebbero avuto una copia dell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino (puntata che andò in onda a gennaio 2021), e poi per l’intervista rilasciata a Giletti per “Non è L’Arena” (trasmissione chiusa misteriosamente a metà aprile scorso da Urbano Cairo, poi sentito anche lui dai pm di Firenze).
A Giletti, come noto, nel novembre 2022 Baiardo aveva annunciato l’imminente arresto di un malato Matteo Messina Denaro, cosa che avvenne il 16 gennaio 2023.
Successivamente il 28 aprile 2023 la procura di Firenze chiese l'arresto per Baiardo ma il 26 maggio dello stesso anno il GIP Antonella Zatini aveva rigettato la richiesta avanzata dall'allora procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli (ora procuratore capo di Prato), titolare dell'inchiesta insieme al pm Luca Turco sui mandanti esterni delle stragi del '93.
Le accuse rivolte all'ex gelataio di Omegna dai pm fiorentini e dal sostituto Lorenzo Gestri sono quelle di favoreggiamento a Silvio Berlusconi (deceduto) e Marcello Dell'Utri con l'aggravante dell'agevolazione dell'organizzazione mafiosa Cosa Nostra che, per gli inquirenti, è interessata a "non compromettere" le loro figure.
La procura fiorentina però presentò appello al tribunale del riesame che, dopo un paio di settimane, dispose la misura degli arresti domiciliari per Baiardo, con divieto di contatti con persone diverse dai difensori e dai conviventi per l'ipotesi di reato di calunnia nei confronti di Giletti e del sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca.
Sempre i pm di Firenze avevano accusato Baiardo di aver fornito false indicazioni sulle reali ragioni dell'incontro avuto il 14 febbraio 2011 con Paolo Berlusconi, fratello dell’ex premier.
Per specificare è necessario sottolineare che Baiardo, secondo il riesame, andava arrestato non per l’accusa di aver favorito Berlusconi e Dell’Utri - perché secondo il tribunale gli elementi raccolti dalla procura non sono sufficienti - ma per il reato di calunnia riguardo all'esistenza della foto che ritrarrebbe Berlusconi e Giuseppe Graviano con il generale dei carabinieri Francesco Delfino.
Il legale di Baiardo, Carlo Taormina, a fine ottobre 2023, presentò ricorso in Cassazione contro la decisione del tribunale del riesame di Firenze.
Ad aprile 2024 la Suprema Corte decise che serviva un'ulteriore valutazione da parte del tribunale del Riesame prima di applicare la misura cautelare. La Cassazione, inoltre, non accolse la misura con riferimento all'accusa di calunnia contestata a Baiardo ai danni del sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca.
Rimase in piedi invece l'ipotesi della presunta calunnia nei confronti di Giletti.
Il 3 agosto 2024 il Tribunale del riesame di Firenze sentenziò che Baiardo avrebbe favorito Cosa nostra e per questo dovevano aprirsi per lui le porte del carcere.
La misura cautelare è stata decisa oggi dalla Cassazione che ha respinto il ricorso contro il provvedimento del Riesame.
Fonte: Repubblica.it
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