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"Crosetto dovrà assumersi grandi responsabilità se l’Italia si ritroverà in guerra con la Russia o se l’Ucraina sarà colpita dalle testate nucleari". E' questa l'allarmante osservazione di Alessandro Orsini, professore di Sociologia del terrorismo, nel suo ultimo scritto per Il Fatto Quotidiano. Il ministro della Difesa, che con il ministro degli esteri Tajani in piena campagna elettorale sembra voler giocare al ribasso rispetto all'utilizzo di armi italiane nel conflitto tra Ucraina e Russia, in realtà avrebbe altri piani. Infatti, secondo Orsini, l'Italia avrebbe già deciso di rispondere alle richieste del Presidente Zelensky con l'invio dei missili Samp-t e gli Storm Shadows, perfettamente capaci di colpire il territorio russo, dopo il voto.
Altro aspetto è quello della partecipazione di soldati italiani alle esercitazioni militari della Nato in cui ci si preparerebbe a scontri armati contro i soldati russi in Ucraina. "A che cosa servono le esercitazioni della Nato cui partecipano i soldati italiani se non a prepararsi alla guerra in Ucraina?" si chiede Orsini. Nessuno lo spiega.
Certo è che mai come ora sembra essere imminente il rischio di un allargamento del conflitto su scala internazionale. Una corsa costante che ha visto continue provocazioni da parte della Nato e di Paesi vicini contro la Russia.
Basti pensare alle esercitazioni avvenute prima del 24 febbraio 2022. Orsini ricorda “Trident Juncture”, l’esercitazione militare della Nato che si è svolta tra ottobre e novembre 2018 si svolse in Svezia, Finlandia e Norvegia.
E poi ancora le provocazioni continuarono negli anni successivi quando "utilizzando le armi e l’addestramento della Nato, il governo di Kiev sparava sui civili russi in Donbass". Per questo motivo Svezia, Finlandia ed Ucraina sono entrate di fatto ad essere Paesi pericolosi agli occhi della Russia.
Orsini nella sua analisi è andato oltre domandandosi il motivo per cui la Russia abbia deciso di invadere proprio l'Ucraina e non la Finlandia che ugualmente è confinante con i propri territori. "Le ragioni sono molte - ha scritto Orsini - In questa sede, mi limito a citare una delle ragioni più importanti che è puramente geografica e territoriale. Guardando la cartina dell’Europa, vedremo che l’Ucraina, a differenza della Finlandia, assume la forma di un 'cuneo' nel territorio russo. In caso di Terza guerra mondiale, la Nato può far transitare tutti i propri carri armati, missili, aerei e soldati verso l’Ucraina, ma non potrebbe operare lo stesso colossale spostamento di truppe e mezzi in Finlandia, separata dall’Europa continentale dal mare".
E' una questione di logica. Di strategia. Ed è per questa ragione geografica che la guerra in Ucraina per la Russia diventa "guerra esistenziale". "Per la Russia - scrive ancora Orsini - il 'cuneo' ucraino è la sua fine". Ciò significa che può anche essere pronta a tutto pur di non soccombere. E l'Europa? "L’Unione Europea - conclude Orsini - a causa della sua classe dirigente corrotta, si è infilata in una guerra che può soltanto perdere”.

Foto © Roberto Pisana

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