A tu per tu con... Simona Zecchi
Sciogliere tutti i nodi dei misteri che si intravedono dietro le stragi degli anni Novanta non è una cosa semplice. Ci sono dei fili che trovano origine negli anni precedenti, altri che sono stati spezzati da depistaggi, documenti spariti e testimonianze quantomeno controverse. Tuttavia ciò non impedisce di mettere in fila i pezzi ed analizzare tutto ciò che è emerso fino ad oggi. Quel che è certo è che un contributo di rilievo, in questa ricerca della verità, viene dall'apporto dei collaboratori di giustizia. In questa puntata della rubrica “A tu per tu con...”, abbiamo incontrato Simona Zecchi, giornalista e autrice d'inchiesta, che nelle scorse settimane assieme a Tommaso Ricciardelli ha scritto un articolo sull'Espresso analizzando le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pietro Riggio. Ex agente di polizia penitenziaria poi affiliato in Cosa Nostra dal 2018 sta rilasciando una serie di dichiarazioni su quanto avvenuto in quel tragico biennio delle stragi, '92-'94, e sulle sue conoscenze con esponenti deviati dei servizi di sicurezza.
Le sue dichiarazioni sono state raccolte da ben 4 procure (Palermo, Caltanissetta, Firenze e Reggio Calabria) ma in tanti si interrogano sull’attendibilità di Riggio. Come ricordato dalla Zecchi nell'intervista non mancherebbero comunque dei riscontri rispetto ad alcune dichiarazioni specifiche e da queste, secondo la giornalista, si dovrebbe ripartire per cercare di scavare a fondo per comprendere anche quelli che furono i rapporti tra Cosa nostra ed ambienti istituzionali.
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