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Hamas annuncia: “Trenta ufficiali dello Shin Bet tra gli ostaggi. Yahya Sinwar comanda ancora a Gaza”

L’esercito israeliano sta attendendo solo il via libera del governo per invadere Rafah. I media di Israele ne sono certi. L’operazione di terra inizierà “molto presto”, ha riferito l’emittente Kan Tv citando due funzionari americani. E proprio per discutere dell’imminente offensiva dell’esercito nella città più a Sud della Striscia di Gaza, il capo dell’agenzia di sicurezza Shin Bet e il capo di stato maggiore dell’Idf sono stati mercoledì in Egitto. Secondo quanto riporta il sito di notizie Axios, che cita tre alti funzionari israeliani l’Egitto (con cui Rafah confina), ha messo in guardia Israele dall’entrare nella città dove risiedono più di un milione di civili di Gaza sfollati (quasi metà degli abitanti dell’intera Striscia). Il sito Walla riferisce anche che gli egiziani sono molto preoccupati che un’operazione a Rafah possa portare ad un afflusso di decine di migliaia di palestinesi nel loro territorio e anche da possibili violazioni del confine tali da mettere in pericolo la loro sicurezza. Gli alti funzionari egiziani hanno chiarito in pubblico e nei colloqui a porte chiuse con Israele che un simile scenario porterebbe a una rottura nelle relazioni con lo Stato ebraico e potrebbe persino mettere in pericolo l’accordo di pace tra i due Paesi.
L’inizio dell’operazione sarebbe comunque prossimo. Per Haaretz l’idea è quella di dividere in fasi partendo dall’evacuazione dei civili nelle tendopoli allestite nei pressi di Rafah e Khan Yunis. Il piano per l’operazione Rafah sarebbe stato presentato ai funzionari americani e ad altre agenzie nella regione. Sembrano cadere nel vuoto così gli appelli dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, che martedì ha rinnovato l’avvertimento contro l’offensiva israeliana su larga scala a Rafah.
Intanto il ministero della Sanità di Gaza ha annunciato mercoledì che 34.262 persone sono state uccise nella Striscia dall'inizio della guerra tra Israele e il movimento islamista palestinese, il 7 ottobre. Nell'arco di 24 ore sono stati registrati almeno altri 79 uccisioni, secondo un comunicato del ministero, che ha anche riferito che 77.229 persone sono state ferite in 201 giorni di guerra.


Unrwa: "Entrati 310 camion di aiuti, record dal 7 ottobre"

Il capo dell'agenzia Onu per i profughi palestinesi Unrwa, Philippe Lazzarini, ha dichiarato che "più di 310 camion di aiuti" sono entrati ieri nella Striscia di Gaza, sottolineando che si tratta del numero più alto dal 7 ottobre. "Ciò dimostra che quando c'è una volontà c'è un modo: ora occorre sostenerlo e incrementarlo ulteriormente", ha scritto Lazzarini sul suo account X aggiungendo che "i camion dovrebbero includere sia forniture commerciali che umanitarie in modo che i mercati possano riaprire" nell'enclave palestinese. La carestia nel nord della Striscia di Gaza "può essere evitata solo con una fornitura significativa e ininterrotta" di aiuti "anche attraverso l'Unrwa", ha aggiunto il capo dell'agenzia Onu.
La questione degli aiuti umanitari è di fondamentale importanza nell’enclave.


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L'intera popolazione della Striscia di Gaza, con i suoi 2,2 milioni di abitanti è diventata la crisi alimentare più grave nella storia della scala della sicurezza del cibo. A dicembre 2023 ha identificato oltre un quarto della popolazione, ovvero 600mila persone in condizioni di 'Catastrofe' (livello 5 dell'Integrated Food Security Phase Classification) e a rischio carestia. A stabilirlo è il Rapporto globale sulle Crisi Alimentari 2024 del Food Security Information Network. Crisi alimentari aumentate in modo allarmante nei punti caldi dei conflitti, Palestina ma anche in Sudan, sulle quali è necessaria "un'azione immediata".


Hamas: "30 ufficiali dello Shin Bet tra gli ostaggi. Sinwar comanda a Gaza"

Sul “fronte degli ostaggi e della situazione dei combattimenti Hamas pare detenga “30 ufficiali e agenti dello Shin Bet che sono stati catturati il 7 ottobre e sono sottoposti a un livello di sicurezza estremamente elevato. Sono lontani da Israele e impossibili da raggiungere". Ad affermarlo è stato un alto funzionario del partito islamista in una intervista al quotidiano londinese Al-Arabi Al-Jadid del Qatar. Il funzionario ha aggiunto che il leader di Hamas Yahya Sinwar continua a comandare l'organizzazione a Gaza e sarebbe anche addirittura uscito dai tunnel in cui si nascondeva per pattugliare le zone di battaglia in superficie. La fonte di Hamas ha anche aggiunto che il numero degli ostaggi vivi è significativamente superiore a 20, anche se non è possibile dire il numero esatto. Inoltre, Hamas si è offerta di rilasciare 40 ostaggi nella prima fase dell'accordo e non 20 come riportato in Israele. Il funzionario di Hamas ha affermato che il primo ministro Benjamin Netanyahu tiene sotto un velo di segretezza le identità di alcuni militari nelle mani di Hamas. Secondo lui, "il governo israeliano mente alle famiglie degli ostaggi e le manipola nel tentativo di cambiare l'opinione pubblica e sottrarsi al proprio dovere di rilasciare gli ostaggi".


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Recep Tayyip Erdogan © Imagoeconomica


Erdogan: "Noi in prima fila per lo scambio degli ostaggi"

Sempre Hamas ha diffuso un video in cui mostra l'ostaggio 23enne Hersh Goldberg-Polin in vita. Il giovane ha la doppia cittadinanza israelo-americana. Nel video di quasi tre minuti, Goldberg-Polin, a cui manca l'avambraccio sinistro dal gomito in giù, si identifica e chiede al governo israeliano di riportarlo a casa. Non è specificato quando è stato girato il filmato ma il giovane afferma di essere stato tenuto prigioniero per "quasi 200 giorni", suggerendo che è stato fatto di recente. Il 23enne è stato rapito il 7 ottobre da Hamas mentre si trovava al festival musicale vicino a Rèim. Ha perso l'avambraccio a causa delle granate lanciate dai miliziani dentro al rifugio dove aveva cercato riparo insieme ad altri giovani. Nei video diffusi dopo l'attacco si vedeva mentre lo portavano via, stringendo il moncherino.
Rispetto al caldo argomento degli ostaggi, la Turchia si è detta in prima linea per mediare in uno scambio di prigionieri tra Israele e Hamas ed è determinata a ottenere dei risultati. Lo ha dichiarato oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in conferenza stampa con il collega tedesco Frank Walter Steinmeier in visita ad Ankara. "Nonostante tutte le difficoltà stiamo lottando e ci stiamo sforzando per giungere a un'intesa sullo scambio dei prigionieri e vogliamo riuscirci", ha detto Erdogan, che ha poi invitato il collega tedesco a cambiare prospettiva sulla guerra nella Striscia di Gaza. "La maggior parte delle vittime sono donne, anziani e bambini innocenti. Siamo dinanzi a uno scenario desolante. Gaza è stata distrutta e la Germania non può girarsi dall'altra parte. Purtroppo tutto l'Occidente sta con Israele, ma la Turchia ha preso una posizione chiara: continueremo a lavorare per un cessate il fuoco", ha detto Erdogan.


Il Papa: "Israele e Palestina siano due Stati liberi con buoni rapporti’"

Nel frattempo un nuovo appello per la pace e per una soluzione politica viene dal Vaticano.
Israele e la Palestina siano due Stati liberi e con buoni rapporti”, ha sottolineato Papa Francesco al termine dell’udienza generale rinnovando il suo appello per la pace. “Il mio pensiero - ha detto Bergoglio - va alla martoriata Ucraina, alla Palestina, a Israele, al Myanmar, che sono in guerra, e a tanti altri paesi. La guerra sempre è una sconfitta in cui chi guadagna di più sono i fabbricanti di armi. Per favore, preghiamo per la pace. Preghiamo per Gaza, si soffre tanto lì nella guerra, preghiamo per la pace tra Palestina e Israele: che siano due Stati liberi e con buoni rapporti. Preghiamo per la pace”.

Foto di copertina © Imagoeconomica

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