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Nel video, il momento in cui viene trasmessa la notizia della morte dei tre figli al leader di Hamas: la reazione di Ismail Haniyeh

L'inviato speciale Usa per gli sforzi umanitari: “Rischio imminente di carestia”. E il Wall Street Journal teme che gran parte degli ostaggi siano morti

Hamas ha annunciato che tre figli e quattro nipoti di Ismail Haniyeh, capo del politico bureau del movimento islamista, sono stati uccisi in un bombardamento israeliano nel campo profughi di Shati a Gaza City, dove la famiglia era in visita ai parenti il primo giorno delle celebrazioni dell'Eid al-Fitr che segnano la fine del mese sacro musulmano del Ramadan. "Ringrazio Dio per l'onore portatoci dal martirio dei miei tre figli e di alcuni dei miei nipoti", ha detto Haniyeh, residente a Doha, ad Al Jazeera, tv del Qatar. "Il nemico ha preso di mira l'auto in cui si trovavano."

Il leader di Hamas, riporta Al Jazeera, sostiene che la morte di tre dei suoi figli in un attacco israeliano non cambierà la posizione del movimento islamico nei colloqui per una tregua a Gaza, dove continuano i raid aerei dopo sei mesi di guerra.

Insieme ai parenti di Haniyeh sono stati uccisi nelle ultime 24 ore 63 palestinesi, di cui 45 feriti gravi. Sale così ad almeno 33.545 il numero delle vittime e a 76.094 quello dei feriti da quando è iniziata l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza lo scorso 7 ottobre. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza.

A finire colpito ieri è stato anche un veicolo dell'Unicef che aspettava di entrare nel Nord di Gaza, bersagliato "colpito con proiettili veri”, ha fatto sapere l'agenzia Onu per l'Infanzia in un post su X, aggiungendo che "l'episodio è già stato sollevato presso le autorità israeliane competenti". "Purtroppo, gli operatori umanitari continuano ad affrontare rischi per consegnare aiuti salvavita. Se i lavoratori addetti agli aiuti umanitari non saranno protetti, in linea con le leggi umanitarie internazionali - aggiunge il post - gli aiuti umanitari non possono raggiungere le persone in stato di necessità”.

Inoltre, l’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso il terrorista Nasser Yakob Jabber Nasser. "Nell'ambito delle sue attività nell'ala militare di Hamas, è stato responsabile del finanziamento di una parte significativa delle attività militari di Hamas a Rafah", afferma il portavoce militare secondo cui Nasser "lo scorso dicembre ha trasferito centinaia di migliaia di dollari ad Hamas per le sue attività militari". La stessa fonte ha ricordato che sono stati "eliminati terroristi nell'area di Suyaia nel Nord della Striscia”.

Inviato Usa: “Il rischio di carestia a Gaza è imminente”

L'inviato speciale degli Stati Uniti per gli sforzi umanitari a Gaza, David Satterfield, ha avvertito che "c'è un rischio imminente di carestia per la maggioranza, se non per tutti, i 2,2 milioni di abitanti di Gaza". "Questo non è un punto in discussione. È un fatto accertato, che gli Stati Uniti, i suoi esperti, la comunità internazionale, i suoi esperti valutano e credono sia reale", ha detto a un evento virtuale ospitato dall'American Jewish Committee, ripreso da Haaretz. Per Satterfield "con l'eccezione del nord di Gaza, Rafah presenta il quadro umanitario più difficile e impegnativo in questo momento di qualsiasi altra parte di Gaza", descrivendo la città del sud di Gaza come "un luogo miserabile da qualsiasi punto di vista legato alla salute e all'alloggio”.

In questo senso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha affermato che "si dovrebbe fare di più" per aiutare i civili palestinesi a Gaza. In una dichiarazione, i membri del Consiglio "hanno preso atto dell'annuncio di Israele di aprire il valico di Erez e di consentire l'uso del porto di Ashdod per le consegne di aiuti a Gaza", ma hanno sottolineato che "si dovrebbe fare di più per portare i soccorsi necessari, data la portata dei bisogni" nella Striscia.

Wsj: “Si teme gran parte degli ostaggi a Gaza siano morti”

Funzionari americani hanno riferito al Wall Street Journal di temere che gran parte degli ostaggi israeliani tenuti ancora prigionieri da Hamas a Gaza siano morti. Il report arriva nel mezzo dei colloqui per un accordo sulla tregua, con alcune fonti di Hamas che nei giorni scorsi hanno indicato di non essere in grado di rintracciare i 40 ostaggi vivi che Israele chiede nelle trattative. Si ritiene che a Gaza siano rimasti 129 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre. L'Idf ha confermato la morte di 34 di questi ma, scrive il Wsj, "funzionari israeliani e americani stimano in privato che il numero di morti potrebbe essere molto più alto”.

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