Iniziata la requisitoria nel processo contro ex Nar Cavallini
"Noi abbiamo fatto accesso ai documenti dell'Aise e li abbiamo acquisiti, e studiandoli abbiamo trovato alcune sorprese. Da questa documentazione si ha la prova inequivocabile che i palestinesi con la strage di Bologna non c'entrano nulla, non avevano interesse a mettere la bomba". Lo ha detto il pg Nicola Proto durante un passaggio della sua requisitoria, cominciata oggi, nel processo d'appello a carico dell'ex Nar Gilberto Cavallini, condannato in primo grado all'ergastolo. Proto ha cercato di smontare per l'ennesima volta la pista palestinese sul 2 agosto, sostenuta invece dalla difesa dell'ex terrorista come reazione al mancato rispetto del 'lodo Moro', ricordando e ricostruendo la vicenda legata all'arresto e al successivo processo dell'esponente del Fplp Abu Saleh e della trattativa tra le autorità italiane e lo stesso Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Per Proto i palestinesi "non avevano interesse a mettere la bomba in quanto le loro richieste sulla sorte di Abu Saleh erano state prese a cuore dalla autorità italiane" e il buon esito della trattativa "aveva tolto al Fplp qualsiasi interesse" a compiere un atto di ritorsione come una strage. Il dialogo proseguì anche dopo il 2 agosto, cosa che "non sarebbe stato logico, così come non sarebbe stato logico indennizzare il Fplp per il valore dei lanciamissili sequestrati, se nel frattempo i palestinesi avessero commesso una strage in cui erano morte 85 persone". Il Pg si è poi soffermato sulla figura del terrorista Ilich Ramirez Sanchez, noto come 'Carlos lo Sciacallo', e su Thomas Kram, che apparteneva al gruppo di Carlos e che era a Bologna il 2 agosto 1980, ribadendo che dagli elementi raccolti nel corso degli anni e dai documenti dei servizi segreti si "esclude qualsiasi responsabilità" a carico di Carlos e di conseguenza anche di Kram, che era un suo sottoposto nell'organizzazione terroristica.
