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Secondo il Dott. Antonio Balsamo, occorre un impegno corale delle istituzioni per ridare credibilità allo Stato

Il 30 dicembre scorso è stata approvata una riforma che lancia un segnale importante nella lotta alla mafia e ha un significato speciale per Palermo, una città che dopo le stragi del ‘92 ha trasformato il dolore in speranza e ha ricostruito la propria identità sulla base delle idee e del coraggio di quelle persone - Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, i loro agenti di scorta - che la mafia ha voluto uccidere e che oggi, invece, sono più vive che mai”. Queste le parole che il Dott.Antonio Balsamo, Presidente del Tribunale di Palermo, ha scritto in una lettera pubblicata dal “Giornale di Sicilia”, indicando come “rischio evitato”, la possibilità che venisse demolito l’impianto normativo voluto da Falcone.
In base alla recente riforma sull’ergastolo ostativo - ha ribadito Balsamo -, vi sono requisiti precisi e meticolosi che determinano la possibilità di poter accedere alla liberazione condizionale per gli ergastolani condannati per reati di mafia e terrorismo.
Occorre, anzitutto, che l’interessato alleghi elementi specifici (diversi rispetto alla regolare condotta carceraria, alla partecipazione del detenuto al percorso rieducativo e alla mera dichiarazione di dissociazione dall'organizzazione criminale di appartenenza) che consentano di escludere l'attualità di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva. Inoltre - ha precisato Balsamo -, è necessario che il giudice di sorveglianza accerti la sussistenza di iniziative del condannato a favore delle vittime, sia nelle forme risarcitorie che in quelle della giustizia riparativa.” - prosegue - “In questa prospettiva, la riforma dell’ergastolo ostativo può divenire una importante occasione per far sì che il ‘diritto alla verità’ e il ‘diritto alla speranza’, affermati entrambi dalla Corte europea, possano rafforzarsi a vicenda”.
Tra gli aspetti collegati alla riforma dell’ergastolo ostativo, il Dott. Antonio Balsamo ha anche sottolineato l’importanza di vagliare la possibilità di costruire un sistema efficace per lo scambio di informazioni tra la magistratura di sorveglianza, gli organi del pubblico ministero e le sezioni che riguardano le misure di prevenzione dei tribunali, al fine di poter raccogliere in tempo utile elementi di rilievo sulle condizioni economiche dei detenuti. “Si tratta di un profilo importante per assicurare la tutela della collettività e delle persone più deboli contro il pericolo derivante dalla liberazione di detenuti protagonisti di un ravvedimento solo apparente”.
Infine, ricordando il contributo fornito da Tommaso Buscetta durante le indagini condotte da Falcone su Cosa nostra, Balsamo ha auspicato un maggiore impegno volto ad incentivare la collaborazione con la giustizia, anche attraverso l’impiego di risorse umane e professionali all’interno del sistema di protezione. “Con un impegno corale delle istituzioni -  ha precisato Balsamo -, si può dare vita a una legislazione idonea a divenire un importante fattore di credibilità del nostro Stato nel contesto internazionale proprio per la capacità di realizzare una tutela esemplare dei diritti fondamentali di tutti i componenti della collettività”.

Foto © Deb Photo

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