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Esclusi come responsabili civili gli l'Assessorati Regionali alle attività produttive e all'energia e servizi di pubblica utilità

Il prossimo 12 settembre alle 9.00 inizierà il dibattimento del processo 'Montante bis' davanti al Tribunale di Caltanissetta.
Nell'udienza tenutasi il 29 giugno, ancora rientrante nella fase preliminare e presieduta da Francesco D'Arrigo, il pm e gli avvocati hanno avanzato le consuete richieste alla Corte: esame degli imputati ove vi acconsentano, il controesame degli altri testi come per legge, ammissione della lista testi depositata e riserva di produzione documentale. Inoltre il collegio ha escluso come responsabili civili l'Assessorato Regionale alle attività produttive e l'Assessorato regionale all'Energia e servizi di pubblica utilità.
In aula erano presenti i legali e il pubblico ministero, Claudia Pasciuti. Quest'ultimo ha richiesto anche le perizia delle trascrizioni relativa alle intercettazioni come da elenchi.
Tale processo vede imputato l'ex presidente degli industriali siciliani Antonello Montante, difeso dall'avvocato Giuseppe Panepinto. Secondo l'accusa Montante, già sotto processo per corruzione sempre a Caltanissetta, avrebbe gestito un giro di corruzioni e avrebbe manovrato l'ex governatore Crocetta, i due assessori, burocrati e investigatori di alto profilo.
L'ex numero uno degli industriali siciliani avrebbe organizzato "un'associazione a delinquere", insieme alle persone già coinvolte nel primo processo chiuso in primo grado con diverse condanne.
Per quanto concerne l'ex governatore Rosario Crocetta è accusato di essersi messo a disposizione di Montante "nella sua qualità di presidente della Regione siciliana".
Inoltre "sarebbe stato asservito agli interessi di quest'ultimo e dei soggetti a lui legati agli apparati dell'amministrazione regionale sottoposti, direttamente e indirettamente, ai suoi poteri di indirizzo e coordinamento".
Particolarmente gravi le accuse nei confronti dell'ex capo della Dia Arturo De Felice, difeso in questa sede dal legale Salvatore Amato.
Per gli inquirenti mentre svolgeva il suo incarico "esercitava le sue prerogative istituzionali, sia investigative che direttive, in maniera tale da soddisfare gli interessi personali di Antonello Montante e di soggetti a lui collegati". L'ex capo Dia avrebbe anche adottato "su esplicita sollecitazione iniziative pregiudizievoli nei confronti di soggetti invisi a quest'ultimo e favorendo invece quelli da lui ritenuti 'vicini'". Invece Giuseppe D'Agata (assistito dal legale Giuseppe Dacquì) ex comandante provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta nonché ex capo centro della dia di Palermo, "sin dal momento in cui rivestiva il ruolo di comandante provinciale forniva ad
Antonello Montante informazioni riservate". Sempre D'Agata è accusato anche di avere "bonificato immobili abitualmente frequentati da Montante".
Ad aprile di quest'anno erano stati rinviati a giudizio anche gli ex assessore regionali Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l'ex commissario Irsap, Maria Grazia Brandara, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, Vincenzo Savastano vice questore aggiunto all'epoca dei fatti della Polizia presso l'ufficio di frontiera di Fiumicino, Gaetano Scillia capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014.

Foto © Imagoeconomica

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